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Roma, 22 lug –  La maggioranza giallofucsia è spaccata sull’ennesima task force che il premier Giuseppe Conte vuole istituire per preparare il piano di riforme da presentare alla Commissione Ue per richiedere i soldi del Recovery fund. “La costruzione di una task force operativa, al di là di uno staff che ha già lavorato al piano di rilancio, sarà una delle priorità che andremo a definire in questi giorni perché dovrà partire al più presto” il piano di riforme, ha detto il premier. La questione principale che riguarda i soldi Ue è il famoso anticipo del 10% del totale dei fantomatici 209 miliardi che spetterebbero all’Italia in base all’accordo del Consiglio Ue. In ogni caso i tempi sono strettissimi: entro ottobre le riforme vanno presentate a Bruxelles.

Occhi puntati sui 20,9 miliardi di anticipo

Come spiega il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, nell’accordo “è passato un articolo che consente di anticipare il 10% delle risorse” (20,9 miliardi) e un altro che permette di “considerare per questo progetto, purché coerenti con il programma generale, anche le spese fatte a partire da febbraio di quest’anno”. Soldi su cui tutti i partiti della maggioranza giallofucsia vogliono mettere bocca (e mani) sul loro utilizzo. In tal senso, l’idea dell’ennesimo comitato tecnico suscita non pochi mal di pancia.

I dem vogliono una cabina di regia intergovernativa

A sentire il segretario Pd Nicola Zingaretti sul fronte del Recovery fund il fattore più importante è la velocità unita all’efficienza: “Ora bisogna fare bene, in fretta e con una visione”, fa presente. Fonti governative dem in tal senso sottolineano che nessuno ha ancora parlato di task force a livello di delegazioni. In ogni caso, più che all’ennesima task force, in casa Pd si pensa a una cabina di regia intergovernativa.

Italia Viva: “Scelte toccano alla politica, ci sono i ministri e il Parlamento”

Soluzione che vede d’accordo anche Italia Viva: “Conte ha parlato di task force operativa per il piano di rilancio. Spero che si riferisse alla squadra di governo e alla maggioranza”, scrive su Facebook la deputata renziana Maria Chiara Gadda. “Dopo l’ottimo risultato ottenuto in Europa con il sì al Recovery fund, ora bisogna accelerare per spendere bene questi soldi in lavoro, crescita, infrastrutture, sostegno ai più fragili, ma no all’assistenzialismo fine a se stesso. Le scelte, però, toccano alla politica, che deve riprendere il suo ruolo di ascolto e decisione. Ci sono i ministri, c’è il Parlamento, ci sono i gruppi parlamentari – fa presente la Gadda – di maggioranza e anche di opposizione, che vanno sempre rispettati”.

Forza Italia: “Proporremo Commissione speciale bicamerale”

Anche sul fronte dell’opposizione, a maggior ragione, l’idea di una task force a cui delegare il compito della politica sul piano di riforme viene duramente criticata. “Il premier Conte annuncia l’ennesima task force sul piano di rilancio da farsi con le risorse Recovery fund. No, signor presidente: il piano di rilancio lo si scrive in Parlamento!“, scrive su Twitter Deborah Bergamini, deputata di Forza Italia. “Il piano di rilancio, anche con la sua parte operativa, dovrebbe essere pronto già da tempo. Forse qualcuno a Palazzo Chigi non si rende conto della situazione drammatica del Paese reale. Basta tergiversare, è finito il tempo dell’immobilismo, adesso occorre pedalare”, è l’accusa di Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera. “Per questo proporremo l’istituzione di una Commissione speciale bicamerale per il Recovery plan: ci aspettiamo stavolta una reale condivisione ed un concreto approccio bipartisan all’altezza dell’importanza della sfida”, conclude la Gelmini.

Cominciamo male, c’è un governo: che decida il governo“, la task force “è un freno di emergenza contro Conte”. Anche Carlo Fidanza di FdI va all’attacco dell’ennesimo comitato di esperti. Sulla stessa linea i parlamentari di Cambiamo con Toti: “Chiediamo di non mettere in piedi l’ennesima inutile e burocratica task force“.

Insomma, il tempo stringe e Conte pensa alla task force. Questo la dice lunga sull’inadeguatezza del premier. Ma forse stavolta – visti i tanti soldi in ballo – le forze di maggioranza si faranno sentire. A meno che – è solo un’ipotesi – la task force in realtà non sarà un comitato interministeriale in cui i vari partiti controlleranno i soldi non lasciando tutto in mano a Palazzo Chigi.

Adolfo Spezzaferro

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