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Roma, 27 gen – Come era facilmente prevedibile, dopo la terribile sconfitta del Movimento 5 Stelle in Emilia Romagna e in Calabria, il Pd (primo partito in entrambe le regioni) batte cassa e intima ai pentastellati di abbassare le penne. “E’ giusto che oggi si usi questo risultato per modificare l’asse politico del governo su molte questioni. Ad esempio il M5S, dopo questa severa sconfitta, dovrebbe rinunciare a un armamentario che non paga elettoralmente e che rende difficile l’attività di governo. Ad esempio, sulla questione della giustizia dovrebbe esserci una disponibilità al confronto superiore a quella che c’è stata finora”. Parla chiaro il vice segretario del Pd Andrea Orlando a Circo Massimo su Radio Capital in merito agli equilibri nella maggioranza giallofucsia. Non solo giustizia. Per l’ex ministro vanno modificati anche reddito di cittadinanza e quota 100: “Non credo che vadano cancellati, ma migliorati sicuramente sì. E questo è un cantiere che va aperto”.

“Non vogliamo posti, ci interessano i temi”

A chi gli chiede esplicitamente se i dem puntano a un rimpasto di governo, l’ex ministro risponde: “Non credo che si ponga questa questione, ci interessano i temi. Noi non vogliamo dei posti: vogliamo un assetto programmatico che tenga maggiormente conto dei temi delle diseguaglianze, della lotta per la transizione ecologica”. E di temi, il vicesegretario dem ne cita almeno due: “Spero che sia messa da parte dal M5S una certa vena antipolitica e giustizialista. Assolutamente vogliamo rivedere i decreti sicurezza e trovare un accordo per una norma diversa da quella Bonafede sulla prescrizione“.

L’ex ministro fa autocritica: “Senza sardine Bonaccini non avrebbe vinto”

Nonostante il successo elettorale, Orlando è comunque critico: senza sardine, Bonaccini non avrebbe vinto, ammette. “Il fatto che un movimento di quel tipo si sia messo in campo e abbia galvanizzato un pezzo di elettorato è stato molto importante. Senza la mobilitazione della società, il Pd non avrebbe vinto”, sostiene. “Il Pd è di nuovo il primo partito dopo due tornate in cui in Emilia Romagna era molto distante dall’esserlo. Dopo due scissioni, siamo il partito di maggioranza relativa con una crescita significativa. Ora bisogna andare a un momento rifondativo. Penso che questo sia un passaggio giusto. C’è bisogno di aprire il partito e di rimettere in discussione gli organismi dirigenti”, conclude Orlando.

Adolfo Spezzaferro

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