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Roma, 11 giu – Arriva l’ultimatum di Luca Zaia a Giuseppe Conte sulla data delle regionali. “Se il governo pensa di lasciarci qui ad aspettare fino ad agosto per la data delle elezioni regionali si sbaglia: le convocheremo noi per la prima data utile, il 20 e 21 settembre“. E’ l’annuncio del governatore del Veneto nel punto stampa di oggi. “Peccato che così non si potrà fare l’election day, visto che sembra che il governo voglia andare ad ottobre per le elezioni amministrative – stigmatizza Zaia -. Il problema è che in Parlamento si sta continuando a discutere e non c’è ancora una data”.

“Per non votare nelle scuole servirebbe intervento Viminale”

“Ad oggi non abbiamo segnali per avere una convocazione il 20 di settembre, in Parlamento si sta discutendo per farle ancora pù in là”, fa presente il governatore veneto, che affronta anche la questione della riapertura delle scuole. “L’ideale sarebbe riaprirle dopo, ma bisogna fare i conti, c’è da capire come si potranno garantire le giornate minime mantenendo la settimana di chiusura a febbraio. Si rischia di andare a finire a fine giugno”. E per non votare nelle scuola ma in altre strutture, precisa l’esponente leghista, servirebbe “un intervento del ministero dell’Interno“.

Centrodestra ancora spaccato su Caldoro in Campania e Fitto in Puglia

Proprio sul fronte delle regionali, il centrodestra deve ancora trovare la quadra si candidati da presentare. “Siamo in dirittura di arrivo. Il vertice è aggiornato nel pomeriggio, probabilmente telefonicamente”. Così la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni al termine di un incontro con il leader della Lega Matteo Salvini e il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani. Gli alleati del centrodestra non hanno ancora raggiunto un accordo soprattutto nelle regioni chiave, Campania e Puglia, dove, ad oggi, restano in campo l’azzurro Stefano Caldoro e il meloniano Raffaele Fitto, ai quali FI e FdI non intendono rinunciare. Anche al vertice di oggi – il terzo nel giro di pochi giorni -, secondo fonti della coalizione, assicurano che sono stati fatti ”significativi passi in avanti” per individuare la ”squadra migliore” per vincere le elezioni di settembre, ma restano alcuni nodi da sciogliere. Sul tavolo ci sono anche i casi di Marche e Toscana. Da qui la necessità di un altro round tra Salvini, Meloni e Tajani.

Adolfo Spezzaferro

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