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Roma, 31 lug – È polemica, in Lombardia, per l’acquisto da parte della regione di oltre 24.000 tablet che saranno utilizzati nei circa 8.000 seggi dell’inutile referendum per l’autonomia del 22 ottobre. Un investimento costato al contribuente lombardo ben 23 milioni di euro. Ma per Roberto Maroni “non è una spesa, perché i tablet poi rimangono in dotazione alle scuole come strumento didattico”. La consultazione è stata deliberata dal consiglio regionale per conoscere il parere degli elettori lombardi circa la richiesta di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. Insomma, un referendum puramente consultivo. Nel quesito viene chiesto ai residenti in Lombardia se sono favorevoli o contrari alla richiesta di maggiore autonomia per la loro regione prevista dalla Costituzione. All’articolo 116, infatti, è previsto che le regioni con bilanci in ordine possano chiedere allo stato centrale di ricevere maggiori poteri sul loro territorio. Lo stato può riservarsi di concederli o meno.



Certo, il fatto che i tablet poi rimarranno alle scuole può in parte rendere giustificabile l’ingente esborso. Ma siamo sicuri che gli istituti scolastici sappiano cosa farsene? Tanto per cominciare non parliamo di un normale tablet, come può essere per esempio un iPad. La “Voting machine”, infatti, è inserita in un involucro fisso, che racchiude totalmente il dispositivo e rende accessibile dall’elettore solamente il touch screen per la votazione. Ma anche se si separasse l’elemento mobile dalla scocca fissa, non è chiaro quante delle funzioni di un normale tablet riuscirebbe a replicare. Per far sì che il voto sia sicuro, infatti, l’apparecchio deve essere blindato, senza possibilità di intromissioni dall’esterno. Una volta dati in comodato alle scuole, le normali funzioni Bluetooth e WiFi diventeranno accessibili? La cosa non è chiara. Per le elezioni, queste funzioni saranno sicuramente disabilitate, dopodiché gli strumenti dovranno essere riconfigurati per le scuole e sembra che tali funzioni possano essere ripristinate, ma nulla di quanto riguarda questa fase (la riconversione dei tablet per le scuole) sembra troppo chiara, al momento. Insomma, il fatto che le scuole lombarde sappiano cosa farsene, di questi 24.000 aggeggi, è tutto da dimostrare.

Certo è che Smartmatic, l’azienda che ha vinto il bando della regione è leader mondiale nel campo degli strumenti del voto elettronico, non certo in quello dei computer o dei tablet. Infine, una curiosità inquietante: come rivela Gli occhi della guerra, “il presidente di Smartmatic è Lord Mark Malloch-Brown, politico che siede alla ‘camera alta’ del parlamento inglese e che fa parte di Open Society, il celebre istituto fondato da Soros. In passato, Malloch-Brown è stato anche vicepresidente del fondo di investimenti del magnate di origini ungheresi e segretario generale delle Nazioni Unite, lavorando al fianco di Kofi Annan”.

Giuliano Lebelli

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