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Roma, 16 mag – Regole spesso assurde, il rischio di incappare in sanzioni salate, norme igienico-sanitarie onerose: solo 6 imprese su 10, tra negozi, bar e ristoranti, sono intenzionate a riaprire lunedì 18 maggio. A trattenere le imprese dalla riapertura è “soprattutto il timore di lavorare in perdita, ma anche il rebus delle regole di sicurezza e la paura del coronavirus”. Il dato emerge da un sondaggio condotto da Swg per Confesercenti su un campione di imprenditori del commercio al dettaglio e della somministrazione. Gli imprenditori intenzionati ad aprire il 18 maggio sono il 62%, contro un 27% che ha invece già deciso di rimanere chiuso. È ancora incerto l’11%, e deciderà durante il fine settimana.

“Pesa l’idea di lavorare in condizioni antieconomiche”

”Per le imprese la riapertura è una corsa ad ostacoli e contro il tempo. L’accordo di questa notte tra Conferenza Stato-Regioni e governo apre uno spiraglio importante, forse decisivo per uscire dall’incertezza che ha caratterizzato il tema delle riaperture fino ad oggi”, afferma Confesercenti in una nota aggiungendo: “Più di tutti è pesata la previsione di essere costretti a lavorare in condizioni antieconomiche“. “Gli imprenditori – prosegue l’associazione di categoria – temono l’impatto della rigidità delle linee guida sulle attività, e di rimanere schiacciati tra l’aumento dei costi di gestione e il prevedibile calo dei ricavi. Sono preoccupati, inoltre, anche dal tema delle responsabilità legali”. Confesercenti chiede al governo di “cambiare passo: servono linee guida applicabili e aiuti economici diretti alle imprese per sostenerle anche in questa delicata fase della ripartenza”.

Tra quelli che non riapriranno, per il 68% non conviene

Tra chi non riaprirà lunedì, il 68% indica come motivazione la mancata convenienza dell’apertura. Ma c’è anche un 13% che comunque continua ad avere timori legati alla sicurezza, anche per la confusione generata da governo e Regioni sulla normativa in materia. Si prenda l’esempio dei mercati: ogni Comune sta provvedendo al proprio protocollo, spesso in contrasto con quelli degli altri Comuni, generando incertezza per gli imprenditori. La poca chiarezza incide anche per il 13% di operatori che non si è ancora uniformato alle nuove disposizioni. Un compito aggravato dall’onerosità dell’adeguamento, tra sanificazione e dispositivi di protezione per i lavoratori ed i clienti. A tal proposito, 8 negozi e pubblici esercizi su 10 certificano di non essere riusciti a procurarsi le mascherine a prezzo calmierato.

In generale, è forte il timore di non riuscire a superare la fase 2: il 36% degli imprenditori teme di chiudere l’attività, ed un ulteriore 41% ritiene di essere a rischio in caso di inattesi prolungamenti dell’emergenza. La paura aumenta, come dimostrato dall’aumento di questi due dati, rispettivamente del 4 e del 6%, rispetto alla rilevazione precedente, condotta lo scorso 14 aprile. La quasi totalità del campione (82%) ha paura per il futuro.

Adolfo Spezzaferro

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5 Commenti

  1. Con le nuove norme mascherine e col caldo estivo fino al 31 luglio RAGAZZI!
    Hanno già DECISO come andrà indipendentemente da come andrà nella REALTà!
    SVENIMENTI DI MASSA!

  2. Ma solo uno scemo puo’ non vedere l’ora di ritornare a mangiare la sbobba dei ristoranti col coronavirus ancora in piena forma pronto ad infettarci .io mangio a casa e il caffe’ melo piglio a casa mia ,sale cinematografiche potete anche chiudere per sempre dopo questa pandemia la gente ci pensera’ bene prima di venirsi adinfettare in una camera buia e chiusa.

  3. estratto da ; imolaoggi.it
    Manocchia: in piazza per rompere il silenzio assenso
    CRONACA domenica, 17, maggio, 2020

    “….Con la scusa del coronavirus…. hanno attuato un colpo di stato bianco e instaurato una DITTATURA con la complicità della minoranza.

    Le pseduo opposizioni, invece di reagire, di protestare e fare tutto ciò che è nelle loro possibilità, come ad esempio abbandonare le Commissioni (molte presiedute da loro), mollare la cosiddetta Cabina di Regia, dove dispensano consigli, fanno proposte e presentano Emendamenti senza ottenere nulla, sono rimaste ugualmente attaccate alle Poltrone che garantiscono loro soldi, privilegi e visibilità. Invece di abbandonare Commissioni e Cabina di Regia, ma anche il Parlamento, per costrigere l’inquilino del Colle, nolente o volente, a indire elezioni, sono rimaste pressoché inerti.

    In tal modo,…non solo hanno solo continuato a ‘legittimare’ un governo abusivo, ma hanno consentito ai traditori al soldo di poteri esterni di violare, calpestare e rottamare la Costituzione, di privare i Cittadini dei Diritti costituzionalmente garantiti, nonché di commettere crimini disumani contro persone inermi….

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