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Roma, 18 set – La “cosa” renziana ha un nome: “Italia Viva“. La scelta riprende lo slogan di una delle prime campagne elettorali del Partito Democratico, quando segretario era Walter Veltroni, e ricalca il titolo di una Leopolda, “Viva l’Italia viva”. A dare l’annuncio Matteo Renzi, durante l’anteprima di Porta a Porta. “Italia Viva” può contare su 25 deputati e 15 senatori. Ma anche su due ministri e un sottosegretario (il viceministro Anna Ascani ha deciso di restare nel Pd), spiega l’ex premier. Parlando con Bruno Vespa, l’ex segretario dem torna a criticare il partito che ha appena lasciato: “Io voglio molto bene al popolo del Pd. Per sette anni ho cercato disperatamente, giorno dopo giorno, di dedicare la mia esperienza politica a loro. Dopo di che, le polemiche, le divisioni e i litigi erano la quotidianità. Il partito novecentesco non funziona più. C’è bisogno di una cosa nuova, allegra e divertente”.

“Ora il Pd non ha scuse: faccia il Pd”

E poi un altro affondo: “Non è un segreto di Pulcinella ma ora che me ne sono andato via io, rientrerà la componente di sinistra. Ora che me ne sono andato, non avranno più l’alibi di dire che il Pd si è spostato a destra perché ci sono io. Ora il Pd faccia il Pd”. Renzi poi ha citato nuovamente l’episodio di Ravenna, dove il segretario Nicola Zingaretti è stato accolto sulle note di Bandiera Rossa. “Se devono cantare Bandiera Rossa, allora è meglio che tornino Speranza e D’Alema. Non so se sono più intonati di me, sicuramente sono più adatti”. Così l’ex Pd prende le distanze da certa sinistra che entra e esce dal Nazareno.

Arrivano gli “stai sereno” per ex partito e premier

Dopo di che, l’ex premier snocciola una serie di “stai sereno” un po’ per tutti. “I parlamentari li ho lasciati tutti al Pd“, precisa. Zingaretti, poi, “è il mio ex segretario e rimane un amico“. E anche sugli amministratori a lui vicini, come il sindaco di Firenze Dario Nardella, Renzi sottolinea: “Sindaci e amministratori è bene che restino lì”, nel Pd. Ma la rassicurazione più importante è quella per il premier Giuseppe Conte. A lui conferma di non voler “staccare la spina. L’ho attaccata io, figuriamoci se la voglio staccare…Rischio di prendermi la scossa”. A proposito delle perplessità espresse da Palazzo Chigi sulla scissione dal Pd subito dopo il giuramento del governo, l’ex segretario dem taglia corto: “Non credo che Conte sia in ansia“.

La sfida a Salvini

Come già anticipato, la prima sfida del leader di “Italia Viva” è a Matteo Salvini che risponde con un messaggio Whatsapp alla richiesta di un confronto televisivo. Il primo di una lunga serie visto che ormai il leader leghista è il bersaglio grosso: “Mi si è avvicinato pensando che il leone fosse morto e si è preso una zampata“, spiega ricostruendo quanto è avvenuto prima della crisi: “Ci ha detto di alzare le terga dalla sedia e andare a Roma a votare, lo abbiamo fatto mandandolo a casa”. E sì, si è trattato di una “operazione di palazzo“, almeno per quel che riguarda Salvini, “una operazione machiavellica“, sottolinea Renzi lodando, da fiorentino, il fondatore della scienza politica. “Però non mi basta”, aggiunge subito dopo, lasciando intendere che la prossima campagna elettorale – quando sarà – sarà tutta contro Salvini. Vespa quindi annuncia che Salvini si è detto disponibile al confronto con l’ex premier. “Certo – ha risposto Renzi – scegliamo la data”.

Il rapporto con il M5S

A proposito del suo ripensamento nei confronti del Movimento 5 Stelle, Renzi spiega: “Se allora avessimo fatto un accordo con i no Vax, i no Tav, saremmo stati spazzati via. Ora è diversa la situazione, sono cambiati loro (i pentastellati, ndr) su alcune questioni ad esempio sulla Tav. E ora di no Vax non parla più nessuno, manco la Taverna. Facendo un gioco di parole, noi abbiamo fatto un accordo sul No tax, perché per colpa di Salvini l’Iva sarebbe aumentata. Ieri per la prima volta in vita mia ho chiamato Di Maio, mi ha fatto un po’ di effetto. Il mio rapporto con i 5 Stelle non è il migliore del mondo, se ci facciamo il governo è per il bene dell’Italia. Se avessi continuato a dire no a qualsiasi rapporto con i 5 Stelle avrei consegnato l’Italia alla politica del Papeete. E penso che sarebbe stato un errore”.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. “Abbiamo 40 parlamentari!” ELETTI CON I VOTI DEGLI ALTRI! CHE TRUFFA! Non allo zingarello, purtroppo, magari consenziente & complice da sempre, ma agli italiani che hanno votato un simbolo ed un programma, sia pur lerci come quelli del pidiessismo! A loro sì, che cotanta truffa sta bene come il canonico “vestito nuovo”, ma probabilmente non se ne renderanno neanche conto!

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