Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 23 giu – Nel momento in cui scriviamo, la terza notizia in ordine di importanza, sul sito di Repubblica, è questa: “M5s, i due padri fascisti antesignani del ‘vaffa’: il lessico familiare di Di Maio e Di Battista”. Si tratta della ricostruzione della fede missina (oppure tout court fascista) di Antonio Di Maio e Vittorio Di Battista, padri dei due “dioscuri” del movimento grillino. Tutto nasce da una frase pronunciata da Di Maio junior a Porta a Porta: noi, ha detto, portiamo avanti i valori di Berlinguer, di Almirante e della Dc. Una frase che ha giustamente generato una vagonata di ironia, per la vaghezza e la paraculaggine del riferimento. A Repubblica, però, più che dallo strano miscuglio ideologico senza senso, sono stati colpiti dalla presenza di Almirante. Chi se ne frega del resto, vuoi mettere “dimostrare” che i grillini sono dei fascisti?

E allora si parte con la biografia dei due proto-pentastellati, che avrebbero inventato lo stile del movimento attingendo alla tradizioni fascista. È la spiegazione delle spiegazioni: l’astio nei confronti del Parlamento? L’astensione sullo ius soli? Tutta colpa del fascismo. È la via più corta e anche la più stupida. Si sopravvaluta largamente, peraltro, il ruolo “ideologico” di personaggi come Di Maio e Di Battista, quando sappiamo che la linea ideologica del movimento viene spregiudicatamente dettata da Grillo, in coordinamento con i Casaleggio. Di Battista, in particolare, è un fricchettone di sinistra, favorevole allo ius soli, che non sembra aver risentito minimamente dell’influsso paterno, se davvero il padre è così “fascista”.

In che modo, cioè, i due genitori di Di Maio e Di Battista avrebbero condizionato la nascita di uno stile e un modo di fare politica, se questi sono stati codificati ben lontano dai loro figli, che si sono aggregati alla truppa tardivamente e quando ormai i primi “vaffa” erano già stati lanciati? E quindi cosa resta di “inchieste” come questa? Nulla, se non la spiegazione consolatoria che fa dei barbari grillini un elemento esogeno, estraneo, venuto da fuori, venuto dalle “fogne”, emerso dal cattiverio, e non piuttosto una anomalia e una sincope della democrazia stessa, un fenomeno che va letto integralmente entro coordinate sistemiche. I grillini, per dirla in altri termini, sono figli vostri. Figli degeneri quanto si vuole, ma sempre vostri. Farne dei figli di Mussolini o di Almirante significa solo esorcizzare il proprio fallimento.

Adriano Scianca

Commenta