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Revoca ad Autostrade, Renzi difende i Benetton e boccia la norma dei 5 Stelle

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 23 dic – E’ lite infinita nella maggioranza giallofucsia. Ora lo scontro è sulla revoca delle concessioni ad Autostrade per l’Italia, fortemente voluta dal M5S ma osteggiata da Italia Viva. La norma che punisce i concessionari adempienti, contenuta nel decreto Milleproroghe, non piace ai renziani che chiedono che venga presentato in Parlamento un disegno di legge. “Sulla revoca della concessione vedo un governo finalmente compatto. Nel 2020 si procederà spediti, dovrà essere l’anno della giustizia per le vittime del Ponte Morandi”. Così il capo politico M5S Luigi Di Maio in una intervista al Sole 24 Ore, ha cantato vittoria troppo presto, anche perché la norma non è stata votata da Iv, proprio perché preluderebbe ad una revoca della concessione ad Aspi del gruppo Atlantia (famiglia Benetton).

Di Maio attacca Renzi: “Chi si oppone non fa il bene del Paese”

In un secondo momento, su Facebook, Di Maio è tornato sulla questione. “Nei prossimi giorni dovranno essere sciolti gli ultimi nodi in merito al Decreto Milleproroghe approvato ieri in Cdm ‘salvo intese’. Ma intanto ho notato che qualcuno continua a lamentarsi della norma sulle concessioni autostradali entrata proprio nel Milleproroghe”, scrive. “Che sia chiaro: bisogna avviare un percorso che ci porti alla revoca delle concessioni autostradali”, chiarisce Di Maio. “Non dimentichiamoci che questa gente si è arricchita con i soldi dei cittadini, dimenticandosi però di fare manutenzione a ponti e strade. Per noi questa è una battaglia di civiltà, perché serve giustizia per le vittime del ponte Morandi. E chi si oppone a tutto questo di sicuro non fa il bene del Paese. Sono sicuro che anche in questa occasione il governo, con grande senso di responsabilità, darà dimostrazione di compattezza”, è la condanna verso i renziani.

Renzi: “Se qualcuno vuole revocare la concessione si presenti in Parlamento”

Se qualcuno vuole revocare la concessione ad Autostrade per la vicenda del ponte Morandi si presenti in Parlamento con un disegno di legge. Il Parlamento è sovrano: si discuterà e la maggioranza deciderà. Ma utilizzare il Milleproroghe aprendo un potenziale caos normativo e facendo crollare la fiducia degli investitori esteri sull’Italia è roba da azzeccagarbugli di provincia“. Matteo Renzi, leader di Italia viva, va all’attacco dei 5 Stelle in un’intervista a Repubblica. “Torniamo all’Abc – prosegue Renzi – nel Milleproroghe ci vanno le proroghe, non le brillanti intuizioni di qualche demagogo”. Insomma, l’ex premier sembra difendere a spada tratta i Benetton.

Bellanova: “No alle furbizie o Paese diventa inaffidabile”

Sulla stessa linea anche il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova, che ha guidato l’offensiva di Iv in Cdm contro le misure introdotte nel decreto Milleproroghe. Per Bellanova, in un colloquio con il Corriere della Sera, il “Milleproroghe proroga. Non introduce nuove norme con effetto immediato, peraltro senza aver istruito un lavoro precedente di confronto e verifica all’interno della maggioranza sulla bontà dei provvedimenti. È un vizio che alcuni devono levarsi”. Per Bellanova, inoltre, “non si cambiano le regole in corso d’opera, dando al mondo l’idea di un Paese totalmente inaffidabile, è un normale principio di civiltà giuridica. È già accaduto con Ilva ma qui, per come era stata concepita inizialmente la norma, di cui peraltro non conosciamo ancora il testo definitivo, l’effetto si sarebbe addirittura moltiplicato”. Per il ministro di Iv, inoltre, “se si vuole discutere delle concessioni autostradali lo si faccia alla luce del sole, noi non ci tireremo indietro. Quel provvedimento è arrivato stanotte alle due: qual era l’urgenza per dover fare lavorare i tecnici di notte? Non stavamo mica dichiarando guerra a un altro Paese”.

Aspi al contrattacco: “Se confermata norma concessioni, azioni a tutela”

Dal canto suo, il Cda di Autostrade per l’Italia ha preso in esame il testo della norma e, “pur non potendo conoscere la versione definitiva delle disposizioni, ha ritenuto come già sottolineato da Aiscat (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori, ndr) che lo stesso presenti rilevanti profili di incostituzionalità e contrarietà a norme europee. Per tale ragione la società sta valutando ogni iniziativa volta a tutelare i diritti della stessa“. Il Cda pertanto ha inviato una comunicazione ai ministeri dei Trasporti e dell’Economia e alla presidenza del Consiglio.

Insomma, Di Maio vorrebbe in tutti i modi intascare la revoca per recuperare consensi e arginare la fuga dei grillini “duri e puri”. Revoca che peraltro sarebbe sacrosanta. Tuttavia i giallofucsia ancora una volta sono divisi sul come e sul quando.

Adolfo Spezzaferro

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