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Roma, 25 nov – Il governo giallofucsia vorrebbe riaprire le scuole il 9 dicembre. Un ritorno in classe scaglionato, graduale. Un gesto diciamo simbolico prima della chiusura per le vacanze di Natale. Idea bocciata però dal solito immancabile Massimo Galli, che lancia l’ennesimo allarme. “Riportare gli alunni in aula sarebbe un vero boomerang“, a detta del primario del reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano. Anche perché – ci mette il carico – “dopo il grande lockdown dei mesi scorsi abbiamo clamorosamente toppato il contenimento dell’infezione“.

Galli: “Riaprire troppo presto per richiudere smacco ancora peggiore”

“Mi rendo conto delle diverse esigenze che possono esserci e anche che quella della scuola è importantissima ma il riaprire troppo presto per richiudere sarebbe uno smacco ancora peggiore, anche perché sarebbe costato qualcosa nel mezzo“, sostiene Galli, che se dipendesse da lui farebbe festeggiare il Natale su Skype, tanto ci vorrebbe tutti tappati in casa. “Al di là della buona volontà messa in campo da tutti coloro che ci hanno lavorato – fa presente – ora non possiamo certo dire che ci siano garanzie sufficienti” perché gli studenti delle superiori e quelli delle zone rosse tornino al proprio banco. Insomma, per il primario del Sacco, che già ieri si è detto totalmente contrario all’idea, riaprire “non ha senso fino a quando non si è nelle condizioni di garantire delle condizioni di sicurezza. Sono scettico sulla garanzia assoluta paventata da alcuni all’interno della scuola, ma questo è un mio atteggiamento personale che deriva dalla consapevolezza che le barriere architettoniche, come le aule troppo piccole, sono quelle che sono e la pretesa di tenere con la mascherina un’intera classe mi pare eccessiva”, conclude.

Ma Locatelli e Miozzo spingono per la riapertura

Eppure altri esperti, anche più autorevoli, a partire dal presidente del Consiglio superiore della sanità Franco Locatelli hanno fatto presente che la scuola è sicura sul fronte dei contagi. E che semmai il problema riguarda gli spostamenti, visto che il trasporto locale non è stato potenziato e quindi è forte il rischio di assembramenti. Per non parlare del coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo, secondo il quale “le scuole devono, non possono, ma devono riaprire” prima possibile. Perché i danni della didattica a distanza a oltranza per gli studenti sono di gran lunga peggiori rispetto alla scarsa possibilità di contagiarsi in classe. Anche perché – fa presente Miozzo – in tal senso esistono le “decisioni di Paesi che non mi sembrano Stati sottosviluppati dell’Africa centrale come Francia, Regno Unito e Germania”. Tutti Paesi dove le scuole sono aperte, nonostante la curva dei contagi.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. per costui e la cricca dei saccenti vuotologi da tv dovrebbe essere istituito un processo di Verona 2 : epidemia colposa, alto tradimento , sentimento irreligioso, ateismo marxista i reati che dovrebbero essere a Verona 2: l’esito del processo dovrebbe essere magari come quello di VERONA 1!

  2. Date il voto politico a tutti. Allora c’era il rigurgito fascista, oggi c’è il rigurgito virale. Galli docet!

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