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Roma, 4 lug – Il presidente dell’Inps Tito Boeri torna a insistere sulla questione immigrati come risorsa per pagare le pensioni agli italiani. Secondo lui gli italiani sottostimano la quota di popolazione con età superiore a 65 anni e sovrastimano il numero di immigrati. Un attacco pesante, quello di Boeri, che prende di mira il ministro dell’Interno Matteo Salvini, accusato di condurre una “vera e propria disinformazione”.
Nella sua relazione annuale Boeri spiega che nel 2017 l’Inps ha erogato 15,5 milioni di pensioni, e che in media l’importo lordo mensile dell’assegno è di 1.513 euro. Tuttavia ci sono in Italia oltre 5,5 milioni di pensioni sotto i 1.000 euro. Inoltre le pensioni percepite dai pensionati dai 70 anni in su hanno assorbito nel 2016 il 56% della spesa pensionistica complessiva, a fronte del 40% del 1995.
Boeri insiste sull’importanza degli immigrati e afferma che la storia “ci insegna che quando si pongono forti restrizioni all’immigrazione regolare, aumenta l’immigrazione clandestina e viceversa: in genere, a fronte di una riduzione del 10% dell’immigrazione regolare, quella illegale aumenta dal 3 al 5%”, e aggiunge: “In presenza di decreti flussi del tutto irrealistici la domanda di lavoro immigrato si riversa sull’immigrazione irregolare di chi arriva in aereo o in macchina, non coi barconi ma coi visti turistici, e rimane in Italia a visto scaduto”.
Insomma un altro affondo a favore dell’immigrazionismo selvaggio, spacciato per risorsa utile a pagare le pensioni agli italiani. Secondo Boeri per risolvere il problema di quella che lui chiama disinformazione “basta dire la verità”, e non “peggiorarla, ad esempio agitando continuamente lo spettro delle invasioni via mare quando gli sbarchi sono in via di diminuzione”.
Per Boesi l’Italia “ha bisogno di aumentare l’immigrazione regolare”, e ripete l’antico refrain secondo cui sono “tanti i lavori che gli italiani non vogliono più svolgere”. E tira in ballo il lavoro manuale non qualificato, dove il 36% della forza lavoro è costituito da stranieri e solo il 6% da italiani. Tace, però, sulle condizioni in cui questi lavoratori sono costretti a lavorare. Non parla di assenza di tutele, di caporalato, di sfruttamento.
Pronta la risposta del ministro Salvini, che si chiede se Boeri viva su Marte e afferma: “Il presidente dell’Inps continua a fare politica, ignorando la voglia di lavorare (e di fare figli) di tantissimi italiani”. Una chiara stoccata anche alla linea dettata dall’Inps per aumentare la natalità in Italia, che nella relazione annuale recita: “Eventuali politiche di recupero della bassa natalità italiana o dei tassi di occupazione femminili e maschili potranno correggere gli squilibri demografici nel lungo periodo, ma non potranno da sole arginare la riduzione delle classi di popolazione in età lavorativa prevista per il prossimo ventennio”.
Anna Pedri

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2 Commenti

  1. Boeri vai a raccogliere le cipolle alle 14:00 sotto il sole a 2 euro così puoi pensare a quello che dici….io 30 anni fa prendevo diecimilalire all’ora se non qualcosa di più, eravamo tutti italiani e diplomati e potevamo farci un piccolo guadagno per fare le vacanze o per comprare il mototrino… in italia c’era qualche marocchino che vendeva in spiaggia e col cavolo che avrebbe piegato la schiena , ogniuno stava bene a casa sua.
    L’ammanco per colmare il gap dei prossimi 20 anni per pagare la mia pensione e tornare a far fare figli ai miei figli ce li mettano coloro che hanno creato tutto questo.
    Non capisco è perchè proprio la classe dirigente continua ad andare nella direzione che ci porterà solo alla nostra estizione, ah si è vero per loro è solo un dettaglio…mah

  2. Piddinate.
    Però assieme a tal Balotelli, il PD può dunque contare su un altro fine intellettuale.

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