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Roma, 15 apr – Nuovo incolpo inferto al clan dei Casamonica. Dopo lo sgombero e la confisca di otto villini appartenenti alla famiglia, avvenuti lo scorso novembre in zona Quadraro, le forze dell’ordine hanno sferrato un nuovo attacco alla “mafia romana”. I militari del Comando provinciale di Roma hanno eseguito 23 ordinanze di misure cautelari, emesse dal gip di Roma su richiesta della procura di Roma, nei confronti di appartenenti alle famiglie Casamonica, Spada e Di Silvio. Tra i nomi degli arrestati figurano anche quelli di sette donne. 



Estorsione, usura, intestazione fittizia di beni, spaccio di stupefacenti sono alcuni dei reati di cui gli indagati sarebbero ritenuti responsabili, tutti con l’aggravante del metodo mafioso. All’alba di stamattina, circa 150 carabinieri coadiuvati da unità cinofile e dal personale dell’ottavo reggimento Lazio hanno preso parte all’operazione, sorprendendo i membri del clan mentre ancora stavano dormendo. Sono attualmente in corso perquisizioni e arresti a Roma, nel Lazio e in altre località italiane.

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Le indagini che hanno reso possibile il blitz seguono l’operazione “Gramigna” che l’estate scorsa consentì l’arresto di altri 37 appartenenti al clan. Il sindaco di Roma Virginia Raggi ha così commentato su Twitter: “Arrestati 23 esponenti dei clan Casamonica, Spada e Di Silvio. Grazie al Comando Provinciale dei Carabinieri e ai giudici della Procura di Roma”. “Grazie alle forze dell’ordine e agli inquirenti, nessuna tregua ai criminali”, ha dichiarato il vicepremier Matteo Salvini, precisando che a breve si recherà ad Anzio per “restituire una villetta confiscata ai cittadini”.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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