Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 8 set – Lega e Movimento 5 Stelle sono ai ferri corti sul fronte giustizia. Se da un lato il ministro dell’Interno Matteo Salvini prosegue con i suoi attacchi alla magistratura sul caso Diciotti e sul sequestro dei fondi della Lega, il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio e quello della Giustizia Alfonso Bonafade si smarcano e anzi condannano in i toni dell’alleato di governo. Tanto che alla fine il leader della Lega è costretto a smorzare i toni: “Non c’è nessun golpe giudiziario, ci sono delle inchieste. Spero che facciano bene e facciano in fretta. Rispetto il lavoro di tutti“. Così il titolare del Viminale, rispondendo ad una domanda sulle inchieste della magistratura. “Non mi tolgono il sonno – aggiunge Salvini arrivando a Cernobbio per il Forum Ambrosetti – vado avanti a lavorare per fare quello che gli italiani mi chiedono di fare”.
Lo scontro in seno all’alleanza di governo è stato duro. “Quando si dice che ci sono magistrati di destra e sinistra stiamo riportando il Paese alla seconda Repubblica. Non scateniamo questa guerra con la magistratura…“. Così il vicepremier Di Maio. A scatenare l’ira dei grillini il video nel quale ieri sera il vicepremier Salvini ha annunciato in diretta Facebook l’apertura di un’indagine a suo carico per sequestro di persona aggravato nel caso Diciotti. Busta gialla della Procura di Palermo in mano, il titolare del Viminale ha svelato in una diretta sul social il contenuto della missiva, per poi lanciare la stoccata ai giudici: “Siamo davanti alla certificazione che un organo dello Stato indaga su un altro organo dello Stato. Con la piccolissima differenza – sottolinea il leader leghista – che io pieno di limiti e difetti, sono stato eletto dai cittadini; altri non sono stati eletti da nessuno e non rispondono a nessuno“.
Salvini poi precisa di non essere né “preoccupato” né “terrorizzato” e che, spiega, ha “zero tempo da passare con gli avvocati per questa vicenda e per quella di Genova. Io sono pagato per garantire la sicurezza dei cittadini, questo continuerò a fare, senza farmi togliere il sonno”. Concetto del resto sottolineato nel finale del video, quando Salvini affigge al muro del suo studio al ministero la comunicazione della Procura: “L’appendo come una medaglietta… Vado avanti”, promette.
Il video del leader leghista se da un lato ha raccolto numerosi consensi online, dall’altro ha gelato gli alleati di governo. “Un ministro – spiega il Guardasigilli Bonafede – può ovviamente ritenere che un magistrato stia sbagliando nei suoi confronti” ma rievocare “politicizzazioni o dire che un magistrato sbaglia perché sia una toga di destra o di sinistra è fuori dal tempo. Sinceramente, non credo che Salvini abbia nostalgia di quando la Lega governava con Berlusconi. E siccome sta scrivendo insieme a noi il cambiamento del nostro Paese, non può pensare di far tornare l’Italia alla seconda Repubblica”.
Opinione condivisa dal vicepremier Luigi Di Maio, che pur capendo come per la Lega sia “un momento difficile”, chiede al collega leghista di non scatenare “una guerra” con i giudici: “Non ritengo giusto che non si rispetti la magistratura. Ci vuole rispetto”, afferma il pentastellato, per poi richiamare Salvini all’ordine: “Non scateniamo questa guerra con la magistratura o i cittadini ci diranno ‘state combattendo o state governando?'”.
Nel bel mezzo dello scontro al governo, coglie la palla al balzo l’Associazione nazionale magistrati, che ieri in una nota ha definito le dichiarazioni del ministro dell’Interno “un chiaro stravolgimento dei principi costituzionali“. L’Anm giudica infatti “completamente errato, al di là di ogni valutazione di merito che non spetta all’Anm, sostenere che i magistrati non possono svolgere indagini nei confronti di chi è stato eletto. Così come appare fuori luogo sostenere che taluni magistrati svolgono le proprie indagini anche sulla base di orientamenti politici”.
Ricordando come la magistratura agisca “sulla base delle prerogative conferite dalla Costituzione e dalle leggi, prerogative che tutti, anche i membri del governo, devono tutelare e rispettare”, i magistrati rivendicano quindi “l’autonomia della magistratura e l’imparzialità di ogni singolo magistrato” come “patrimonio indefettibile della nostra democrazia e dello Stato di diritto, principi sui quali non possono e non devono esserci flessioni o arretramenti”, mentre auspicano che “tutti, soprattutto coloro che svolgono incarichi istituzionali, abbiano la stessa sensibilità e rispettino il lavoro della magistratura, senza tentare di delegittimarla”.
Insomma, nella sua battaglia contro la magistratura politicizzata (è dell’altro ieri la sentenza a orologeria sul sequestro dei fondi della Lega) Salvini appare da solo (al netto del suo alleato non di governo, ma di coalizione, quel Cav che è stato a lungo il bersaglio preferito dalle toghe rosse). Ecco perché il leader del Carroccio preferisce abbassare i toni.
Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. Ma secondo voi questi magistrati ,schierati da anni politicamente a sinistra , che usano il loro potere enorme ed intoccabile per accusare un ministro che non la pensa come loro e che ci difende dalla feccia tribale africana, sono forse fa rispettare o da difendere…….??? Sono , questi burocrati , una casta comunista e spudoratamente parziale. Schifo e vergogna,ecco i termini che dovrebbero essere utilizzati…….sui cinque stelle sono palesemente dei piccoli ex comunisti riciclati in un partito virtuale…….senza speranza.

  2. Ma io dico, è tutto così chiaro…..nemmeno chi è stato eletto dal popolo si rende conto delle cose meravigliose che potrebbe mettere in atto, come ad esempio ripulire la magistratura da personaggi faziosi…

  3. …per cambiare la magistratura…basta cambiare i magistrati…e le leggi che li fanno magistrati..( iniziare con la separazione delle carriere tra giudici e pm..)..Altrimenti son solo chiacchiere inutili..

Commenta