Roma, 3 mag – “Conte mi deve spiegare la sua scelta“. Così il vicepremier Matteo Salvini dall’Ungheria commenta la decisione del premier di chiedere le dimissioni del sottosegretario Armando Siri, indagato per corruzione. “Oggi non ho sentito Conte in conferenza perché sono impegnato in altre cose. I magistrati sono pronti ad incontrare Siri e lui dimostrerà la totale estraneità ad una vicenda surreale dove due tizi parlavano di lui senza che sia stato fatto nulla. In un Paese civile funziona così. Lascio a Conte e Siri le loro scelte. A me va bene qualunque cosa, se me la spiegano“, ha dichiarato il leader della Lega.

Salvini: “Vicenda locale che non ferma il governo”

E’ una vicenda locale che non ferma il governo. Lui, Siri, è tranquillo ed è pronto a farsi sentire”, ribadisce Salvini. E agli alleati 5 Stelle dice: “A loro chiedo velocità di decisione su ciò che occorre fare, non sulle dimissioni di tizio o di caio”. E incalza: “Subito flat tax per famiglie e imprese, il resto è noia“.

Di Maio: “Non esulto e non credo sia una vittoria”


“Non esulto e non credo sia una vittoria. Detto questo sono contento che il governo ora possa andare avanti perché il caso Siri si chiude“, dice il vicepremier Luigi Di Maio, ospite di Otto e Mezzo di La7. “E’ un problema che poteva rivolgersi qualche giorno fa con un iniziativa del singolo e senza coinvolgere i vertici del governo”. La posizione presa dal premier e dal M5S sul sottosegretario ai Trasporti,”non è una condanna su Armando Siri”. Poi il capo politico dei 5 Stelle apre a Salvini: “Voglio fare un appello. Chiuso il caso Siri: vediamoci, parliamoci, e lavoriamo il più possibile per il bene degli italiani“. Rischi di una crisi di governo? “Conosco la Lega e Salvini da alcuni mesi, hanno intelligenza e buon senso: credo che aprire una crisi di governo su un sottosegretario accusato di corruzione non dia una bella immagine“. In effetti, sebbene il leader del Carroccio non abbia risposto all’invito di Di Maio, appare improbabile che Salvini faccia cadere il governo su questa vicenda. Non a caso ha rilanciato su Flat tax e il resto del programma. Come a dire, che se da parte dei pentastellati arrriveranno dei “no” su questi temi, allora sì che potrà staccare la spina. Ma comunque non prima delle Europee, sia chiaro.

Adolfo Spezzaferro

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