Roma, 15 gen – Il vicepremier Matteo Salvini si scaglia contro la Banca centrale europea che sta colpendo Monte Paschi di Siena e l’intero sistema bancario italiano.

L’ennesimo intervento a gamba tesa della Bce può creare un danno all’Italia da 15 miliardi“, avverte il leader della Lega, parlando del “nuovo attacco della vigilanza Bce al sistema bancario italiano e a Mps” che “dimostra ancora una volta che l‘Unione Bancaria, voluta dalla Ue e votata dal Pd, non solo non ha reso più stabile il nostro sistema finanziario, ma causa instabilità, colpendo i risparmi dei cittadini e un sistema bancario, come quello italiano, che aveva retto meglio di tutti alla grande crisi finanziaria del 2008″.

L’atteggiamento prevaricatore della Bce – è l’accusa Salvini – che scavalca aggravandole le recenti decisioni della Commissione, pone anche un altro tema fondamentale: può un’istituzione non politica prendere con leggerezza decisioni che influiscono profondamente sulla vita e i risparmi dei cittadini? Indipendenza non vuol dire irresponsabilità”.

Insomma, una banca centrale non può sostituirsi a un governo centrale.

Ecco perché “occorre una trasparenza assoluta sulle decisioni della Bce, come è stato recentemente ribadito dalla stessa Corte dei conti europea che lamenta di non essere messa dalla Bce in condizione di controllare i motivi di decisioni così rilevanti per i portafogli dei risparmiatori”, lancia l’allarme Salvini, sottolineando come “questa trasparenza è necessaria per scacciare il dubbio che la Bce faccia un uso politico dei poteri che le sono attribuiti“.

Il diktat della Vigilanza Bce a Mps sui crediti deteriorati (Npl), con l’obbligo di azzerare il peso degli Npl in portafoglio entro sette anni mette in allarme tutto il settore bancario. Oltre ad aver determinato il crollo del titolo Mps in Borsa. Ricordiamo a tal proposito che l’azionista di maggioranza di Monte Paschi è il ministero del Tesoro.

L’atteggiamento dell’Eurotower nei confronti di Mps rappresenta pertanto un pericoloso precedente per le banche italiane. Il settore è già sotto pressione per il caso Carige, commissariata dalla Bce. Adesso, con l’attacco a Mps, il quadro si complica ulteriormente, inasprendo i rapporti tra governo gialloverde e Francoforte.

Adolfo Spezzaferro

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