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Roma, 23 gen – Quando vuoi tenere insieme il diavolo con l’acqua santa, questo è risultato: una marea di confusione. Un caos che assume ora le fattezze del centrodestra, diviso tra “moderati” e “sovranisti”. Il minimo comun denominatore? Praticamente pochissimo. Al vertice del Ppe, infatti, Berlusconi ha rassicurato tutti: tranquilli, stiamo giocando, l’Italia farà i suoi compiti a casa, Salvini lo tengo a freno io. Tra le altre cose, Silvio ha detto che il suo governo rispetterà il tetto del 3% al rapporto tra deficit e Pil. Qualche giorno fa, inoltre, aveva spiegato che Salvini, quando parla di uscire dall’euro, è tutta una messinscena: «Non è possibile [l’abbandono della moneta unica], anche Salvini lo sa. Penso che lui usi diplomaticamente questo strumento per far paura all’Europa. […] In televisione è molto aggressivo, ma al tavolo delle trattative è molto disponibile».
Matteo Salvini, però, non ci sta. E passa al contrattacco: «Il numerino 3, se danneggia il risparmio, le famiglie e il lavoro, per noi non esiste. Se ci sono vincoli di bilancio o regolamenti europei che danneggiano le imprese e le famiglie italiane, per noi non esistono». Poi ha spiegato che nel punto 3 del programma del centrodestra, «accettato e firmato da tutti, c’è scritto meno vincoli dall’Europa, no a politiche di austerità, revisione dei trattati europei e prevalenza della Costituzione italiana sul diritto comunitario. Non credo ci sia altro da aggiungere». E sull’euro assicura: «Non abbiamo cambiato né cambieremo mai idea: è un esperimento fallito. Noi per difendere il lavoro e il risparmio degli italiani non neghiamo a priori nessuna possibilità. Un paese che non controlla la sua moneta non è un paese completamente libero».
Se ci sono tutte queste differenze, però, è ora che si faccia chiarezza. Non si può stare nell’euro (come vuole Silvio) e al contempo volerne uscire (come afferma Salvini). Non si può chiedere il blocco dell’immigrazione (come la Lega) e al contempo aprire allo Ius Soli (come ha dichiarato Berlusconi). Non si può dire “basta vincoli europei” (come dichiara Salvini) e al contempo voler rimanere al rimorchio della Ue a trazione Merkel (come vorrebbe Berlusconi). Qui, insomma, non si tratta di differenze da limare, ma di mondi paralleli che non si potranno mai incontrare. A meno che non sia in realtà tutto un grande bluff, beninteso. E l’impressione che sia tutta una truffa, in effetti, è veramente molto forte.
Elena Sempione

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3 Commenti

  1. Povera presunta destra,ora pure il “leone” di arcore si fa un giretto dalla salamona a rassicurare i parassiti della ue ,gli schifosi burocrati che ci affamano………. grazie prodi, grazie ciampi, grazie agli europeisti del cavolo, tutti comunistelli e sinistrorsi , razzisti e con la puzza di fogna……… facciamo in modo che i servi italiani possano morire,ora pure berlusconi gli fa comodo nel loro lurido giochetto……… spero che salvini si svegli e che nel futuro parlamento volino le sedie e gli sgabelli quando si parlerà di ius soli e inciuci vari……. altrimenti ci restano auto,treni e aerei per espatriare…….io no ovviamente,ho una certa età e prima del momento fatale spero di festeggiare Casa Pound in parlamento e di vedere qualche patriota che fisicamente si oppone alla feccia pro africani che infesta le nostre cosiddette camere.

  2. La candidatura di Alberto Bagnai con la Lega, economista e intellettuale di razza, forse il primo in Italia ad aver smascherato la truffa dell’euro con rigore scientifico, è un ottimo segnale che la spinta sovranista della Lega di Salvini non si è affievolita e che l’alleanza con Silvio è pura realpolitik.
    A mio avviso sarebbe utile votare in massa Lega per poterle conferire i numeri per mettere in minoranza Forza Italia. Se Casa Pound riuscirà ad entrare in parlamento sarà una presenza di ininfluente, occorre essere realisti. Troppi italiani hanno ancora molti pregiudizi su chi rivendica orgogliosamente le proprie radici in una certa cultura.
    Queste votazioni potrebbero essere l’ultima occasione democratica di un riscatto del nostro amato Paese.
    Se vincesse la sinistra o vincendo il centrodestra Berlusconi facesse saltare il governo per allearsi col PD, allora prepariamoci a vedere la nostra Italia nelle mani della Troika spolpata come la Grecia e invasa sempre più da allogeni.
    Sarà forse allora che gli italiani si rivolgeranno a Casa Pound, ma a quel punto un cambiamento di rotta potrà avvenire solo con la violenza.

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