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Roma, 22 lug – Bagarre in Senato per l’informativa del premier sull’accordo sul Recovery fund raggiunto al Consigli Ue. Tra gli applausi della maggioranza giallofucsia e e le grida dell’opposizione – “Buffoni! Buffoni!” –, all’arrivo di Giuseppe Conte, la tensione è salita ulteriormente quando ha preso la parola Matteo Salvini. Come è noto, la Lega è l’unico partito che ha bocciato senza se e senza ma l’intesa Ue e l’operato di Conte (persino FdI ha optato per toni più morbidi, stavolta, dicendo che il premier è “si è battuto ed è uscito in piedi” dalla trattativa). Ebbene, i senatori grillini e quelli dem hanno interrotto più volte il leader della Lega, impedendogli di fatto di parlare.

Interviene la Casellati: “Nessuno è stato interrotto finora, silenzio!”

La condotta della maggioranza è stata tale che è dovuta intervenire la presidente del Senato Elisabetta Casellati, richiamando all’ordine numerosi senatori, suonando ripetutamente la campanella. “Nessuno è stato interrotto e abbiamo ascoltato tutti“, fa presente la Casellati. “Questo è il luogo del confronto e del dibattito: vorrei che ci fosse silenzio. Invito tutti al rispetto ognuno dice quello che vuole; finalmente in Parlamento ci possiamo confrontare e non è possibile che qui non ci si possa esprimere, non è possibile!”, è il monito della presidente del Senato. Ma nonostante i richiami, alcuni esponenti della maggioranza giallofucsia hanno continuato a rumoreggiare impedendo a Salvini di parlare. Tanto che la Casellati ha invitato il leader della Lega a rivolgersi direttamente a lei. “Non è possibile che non si possa esprimere il proprio pensiero. Adesso basta!“, ha ripetuto la seconda carica dello Stato.

Salvini: “Fate parlare chi è maggioranza nel Paese”

Al che Salvini ha potuto riprendere il suo discorso, punzecchiando i giallofucsia: “Lasciate parlare anche l’opposizione o vi dà fastidio? Noi abbiamo ascoltato in religioso silenzio, ora però fate parlare chi è maggioranza nel Paese: noi parliamo a nome della maggioranza degli italiani. Il presidente del Consiglio ha dato le patenti di opposizione brava e opposizione cattiva”, sottolinea il leader della Lega riferendosi chiaramente agli alleati (alle regionali, perlomeno) di FdI e Forza Italia.

“Se volete dire che Conte è meglio del Papa ditelo voi”

Ma che cosa ha detto di così terribile Salvini, per essere stato sommerso dalle urla dei giallofucsia? “Se volete dire che Giuseppe Conte è migliore di papa Francesco ditelo voi. Noi possiamo criticare in quest’Aula visto che la cassa integrazione non l’avete ancora pagata?”. E poi si è rivolto direttamente a Conte: “Al presidente del Consiglio dico: porti una proposta di taglio delle tasse, di taglio dell’Iva, in quest’Aula, non sui giornali, e i voti della Lega ci sono dal primo all’ultimo“. A questo punto sono partite le urla di contestazione dai banchi dei giallofucsia. “Abbiamo ascoltato il vostro trionfalismo in religioso silenzio, ora fate parlare l’opposizione che è maggioranza nel Paese”, ha replicato Salvini. “Se qualcuno contesta qualcosa non lo fa perché è cattivo ma perché non abbiamo le fette di salame sugli occhi”. Di qui le accuse contro il governo, colpevole a detta del leader della Lega di aver “massacrato agricoltori, allevatori e pescatori” visto che dal bilancio pluriennale Ue sono stati tagliati i fondi per la politica agricola comune. “Capisco che per i frequentatori di Capalbio parlare di agricoltura non sia elegante”, ha chiosato sarcasticamente Salvini.

“I soldi servono subito non a partire dal 2021”

“L’unico problema” del Next generation Ue (ossia il Recovery fund) “è che gran parte di questi soldi arriveranno nei prossimi anni, ce lo avete detto voi, i primi prestiti, se tutto va bene, arriveranno al 2021 inoltrato”, ha sottolineato. “Le dico una cosa che chiunque giri l’Italia in questo momento tocca con mano – ha aggiunto incalzando il premier -: per molte imprese, partite Iva, artigiani, famiglie, il problema economico è adesso, non è nel 2021“. La crisi scatenata da mesi serrata generale è tale, ha evidenziato l’ex ministro dell’Interno, che “i soldi che arriveranno domani potrebbero non servire a niente perché rischiamo di perdere un milione di posti di lavoro nei prossimi mesi“, è l’avvertimento del segretario leghista. “In attesa dell’aiuto benefico di mamma Europa l’Italia faccia tutto quello che stanno facendo gli altri governi europei: aiutiamo le famiglie e le imprese adesso, perché domani rischia di essere troppo tardi”, ha concluso.

Adolfo Spezzaferro

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