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Roma, 19 ott – Il governo gialloverde regge ma fioccano scintille e frecciate tra Lega e Cinque Stelle. Mai come in questi ultimi giorni l’alleanza tra i due partiti sembra in qualche modo scricchiolare, per quanto a ben vedere nessuno, né all’interno della maggioranza né tra i banchi dell’opposizione parlamentare, tifi sul serio per la definitiva rottura. Le incognite elettorali sarebbero obiettivamente troppe un po’ per tutti. Sta di fatto che il ministro dell’Interno Matteo Salvini appare inquieto: “Il governo va avanti, certo, ci mancherebbe altro. Però la pazienza ha un limite. Adesso finire come Lega in mezzo alle beghe dei Cinquestelle, no. Si telefonassero”, ha dichiarato il leader leghista a Mezzacorona in Trentino.
“Il governo non salta. Non ho nessuna intenzione di fare questo regalo al Pd e agli speculatori. Questo governo ha il diritto e il dovere di andare avanti, però è da due giorni che gli amici M5s dicono tante cose e io non sono nato per condonare niente a nessuno. Io per scemo non ci passo”, ha poi specificato Salvini. Il vicepremier ha voluto precisare inoltre che il M5S ha presentato 81 emendamenti al decreto, “come se fossero all’opposizione”. Una precisazione che suona inevitabilmente come un’accusa esplicita ai pentastellati, per quanto lo stesso Salvini ha alternato parole infuocate a toni più pacati. “Ragazzi non è così che si lavora, non è cosi che si fa tra alleati. Io poi sono ben contento se c’è qualcosa è da migliorare”, ha detto il leader leghista rivolgendosi agli alleati pentastellati.
Alessandro Della Guglia

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