Bologna, 15 nov – Scontri violenti e tensione a Bologna a causa del corteo anti-Salvini dei centri sociali per le strade del capoluogo emiliano in occasione della manifestazione della Lega. Il leader del Carroccio ieri ha aperto la campagna elettorale per le Regionali in Emilia Romagna nel PalaDozza, uno dei luoghi simbolo della sinistra, per “incoronare” Lucia Bergonzoni a candidata della coalizione di destra-centro che, il prossimo 26 gennaio, sfiderà il governatore uscente del Pd, Stefano Bonaccini. Nel palazzetto dello sport almeno 5mila sostenitori che lo applaudono, fuori la protesta degli antagonisti che hanno caricato le forze dell’ordine. Nel PalaDozza parterre di tutto rispetto, con i maggiori esponenti della Lega nelle istituzioni locali e nazionali. I sostenitori del Carroccio salvano l’uscente dem Bonaccini, ma chiedono “più sicurezza” e “lotta all’immigrazione”. E soprattutto la “fine del sistema Pd” e di “quel clientelismo che blocca la regione da sempre”.

Le due facce di Bologna

Le due facce di Bologna, quella festosa dei leghisti e quella rabbiosa dei centri sociali, danno il polso della situazione nella regione, dove Salvini vuole tentare il colpaccio dando l’ultima spallata ai giallofucsia e i “compagni” arroccati nella loro “Alamo” sguinzagliano gli antagonisti nel tentativo di offuscare l’evento leghista. I centri sociali, dal canto loro, non hanno perso tempo a trasformare la manifestazione anti-Salvini nel consueto rito antifascista con tanto di “Bella Ciao” cantata tutti in coro, striscione “Bologna partigiana”, devastazioni e scontri. Tra i cori urlati dai manifestanti, si segnalano “Odio la Lega” e l’evergreen “Siamo tutti antifascisti”. Poi, alla notizia della condanna dei due carabinieri nel processo per la morte di Stefano Cucchi, quello che doveva essere un corteo contro la Lega si è risolto in un attacco alle forze dell’ordine, con insulti contro i carabinieri e lancio di bottiglie e fumogeni verso gli agenti, che hanno risposto con gli idranti, riuscendo a disperdere la folla.

Salvini: “Fuori ci sono dei teppisti. In democrazia non funziona così”

Salvini, interpellato dai cronisti, ieri ha condannato ciò che stava accadendo fuori dal palazzetto: “Fuori ci sono dei teppisti che cercano di aggredire poliziotti e carabinieri – precisa -. In democrazia non funziona così, poliziotti e carabinieri dovrebbero stare in stazione a controllare gli spacciatori, non in strada a bloccare i viali e a usare gli idranti perché ci sono dei violenti per i quali a Bologna può manifestare solo qualcuno che a loro sta simpatico e la Lega no. Siamo in democrazia, Bologna è aperta a tutti“.

Obiettivo dei centri sociali era raggiungere il palazzetto simbolo della storia del Pci. La violenza e gli slogan a casaccio – accomunati soltanto dall’odio – hanno letteralmente cancellato la piazza delle “sardine”, il flash mob della sinistra pacifica contro Salvini, osannato dal segretario del Pd Nicola Zingaretti. Diverse migliaia di persone strette come sardine, appunto, nella piazza anti-Lega. Espressione pacifica di quella sinistra che però punta sui centri sociali per “buttarla in caciara” nel tentativo (fallito) di rovinare la festa alla Lega.

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. per la “antifassista”ansa, erano 12mila…..per la rai e Radio24 Confindustria, inoltre, non ci sono state manifestazioni violente….Queta è la loro informazione …. alla “gruber”..

  2. Salvini può non piacere, ma sostenere un PD con quello che ha fatto, continua fare e che ha in mente, è da cerebrolesi.

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