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Roma, 15 gen – “Mi rifiuto di pensare che Mattarella possa subire un governo Conte-Mastella“: così Salvini si appella al presidente della Repubblica in vista di un possibile terzo esecutivo guidato dallo stesso premier. “In un Paese normale Conte si sarebbe già dimesso“, aggiunge il leader ella Lega. “In qualunque Paese normale, se un partito di maggioranza si dimette e non hai più i numeri, ti dimetti anche tu“, fa presente. Ma invece il premier punta proprio a superare la crisi scatenata da Renzi convincendo senatori sparsi qua e là per raggiungere quota 161 e incassare la fiducia martedì a Palazzo Madama.



Salvini: “Mattarella non può subire il governo Conte-Grillo-Tabacci-Mastella-Scilipoti”

Mi rifiuto di pensare che gli italiani, lo stesso presidente Mattarella, possano subire il governo Conte-Grillo-Tabacci-Mastella e Scilipoti“, dice Salvini. “Riteniamo che sia impensabile andare avanti con questa situazione. Gli italiani non stanno capendo nulla giustamente. Io oggi sono al fianco dei 100mila ristoratori, baristi, commercianti che apriranno le loro attività nella tutela della salute del prossimo però non ce la fanno più”, spiega il leader della Lega. E quando gli chiedono se il suo partito presenterà una mozione di sfiducia contro Conte, replica: “No, la mozione di sfiducia se la stanno presentando da soli“.

Trattativa al Senato, il leader della Lega: “Alcuni 5 Stelle bussano alla nostra porta”

Sul fronte della trattativa in Senato, Salvini assicura: “Non stiamo andando a cercare nessuno ma è qualcuno che viene a cercarci. Noi non abbiamo niente da promettere e da garantire. Non oso immaginare Conte e Casalino cosa stiano facendo e promettendo, l’Italia merita altro“. E in merito a eventuali transfughi, il leader del Carroccio chiarisce: “Devo dire che, nelle ultime ore, qualche parlamentare 5 Stelle che rimane fedele alla trasparenza originaria ed è imbarazzato da queste trattative alla vecchia maniera con Tabacci e Mastella sta bussando alle porte della Lega“. E quando gli chiedono ancora se nel centrodestra ci saranno uscite, Salvini assicura che l’opposizione è compatta. “Noi – spiega – dimostriamo coerenza, umiltà”. Centrodestra unito contro Conte, dunque. Compreso l’Udc, che conferma che non voterà la fiducia al premier.

Mattarella stavolta aspetta di vedere quanti sono i “costruttori” di Conte

Salvini quindi confida in Mattarella. Tuttavia c’è da dire che il capo dello Stato, dando carta bianca a Conte per trovare i numeri in Senato, ha derogato ai suoi paletti sulla tenuta della maggioranza. “Ricordo quello che Mattarella stesso disse a me e all’intero centrodestra: vi conferirò l’incarico se riuscirete a portarmi numeri veri e seri per un governo vero e serio. Non quelli di tre tizi in ordine sparso”, fa presente sempre Salvini in una intervista al Corriere della Sera. Ma stavolta il presidente della Repubblica sembra intenzionato a permettere che Conte si salvi con i voti di senatori sparsi qua e là. Forse perché si è convinto che il premier riuscirà a creare un nuovo gruppo a Palazzo Madama. L’embrione di un suo partito, insomma.

Adolfo Spezzaferro

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