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Roma, 7 mag – Il Movimento 5 Stelle ribadisce il suo no alla regolarizzazione degli immigrati chiesta dal ministro dell’Agricoltura, la renziana Teresa Bellanova, che ha minacciato le dimissioni in caso di bocciatura della maxisanatoria. La trattativa nella maggioranza giallofucsia si complica, visto che anche il Pd chiede che gli stranieri siano messi in regola (in linea con la classica politica immigrazionista della sinistra). Come se non bastasse, ci si mette pure l’Inps, con il presidente Pasquale Tridico che auspica una sanatoria sul modello della Germania, ritirando fuori la solita questione dei vantaggi economici dell’operazione: “Il contributo degli immigrati regolari non è irrilevante” ai fini previdenziali. Parole che suonano come il trito slogan “gli immigrati ci pagano le pensioni” tanto caro alla sinistra. Sul fronte del Vaticano, anche Cei e Bergoglio spingono per la regolarizzazione.



Zingaretti contro Crimi: “Rigidità dovuta a visibilità politica”

Intervenuto a Unomattina su Rai1, il capo politico M5S Vito Crimi ribadisce: “Noi diciamo no alla regolarizzazione degli irregolari. Se il nostro obiettivo è sostenere l’agricoltura allora dobbiamo lavorare a misure per garantire il mercato, ma la soluzione non è la regolarizzazione, come se in agricoltura lavorassero solo migranti irregolari, un assunto sbagliato“. Immediata la replica, ai microfoni di SkyTg24, del segretario Pd Nicola Zingaretti, che attacca Crimi di mantenere il punto per calcolo politico. Sulla regolarizzazione degli immigrati “penso e spero si trovi una soluzione. L’impianto della ministra Bellanova è corretto. E’ una esigenza nazionale, produttiva, di umanità, di sicurezza. C’è un eccesso di rigidità più dovuto a visibilità politica che alla concretezza delle misure prese“, è l’accusa di Zingaretti.

La proposta del capo politico M5S

Insomma, 5 Stelle contro tutti. Peraltro, a ben vedere, il ragionamento di Crimi è dettato dal buon senso: “Se il nostro obiettivo è il sostegno al settore dell’agricoltura, dobbiamo trovare misure perché si possa ripristinare una corretta quantità di persone sufficiente a garantire il mercato, ma non è con la regolarizzazione dei migranti che si risponde a questa esigenza”. Per il capo politico dei 5 Stelle non si “può partire dall’assunto che nell’agroalimentare lavorano solo migranti irregolari. Dobbiamo partire con le misure che servono per semplificare le assunzioni, incrociare domanda e offerta, dare la possibilità a chi ha misure di sostegno al reddito di lavorare in questi settori senza perdere quelle misure“. Insomma, per Crimi non esiste che con la scusa dell’emergenza lavoro nei campi si faccia una maxisanatoria di irregolari. “Noi siamo per l’emersione del lavoro nero, quello dei migranti o meno. Su quel fronte – conclude -. siamo tutti insieme, siamo disponibili”.

Il segretario del Pd: “No a altre maggioranze”

Ma le minacce di dimissioni della Bellanova sono una ipoteca sul futuro della maggioranza giallofucsia. E proprio per questo, Conte nel pomeriggio incontrerà a Palazzo Chigi una delegazione di renziani nel tentativo di salvare capra e cavoli. Ma il premier deve guardarsi anche dai mal di pancia in casa dem. “In questo momento c’è un eccesso di polemica politica e invece la politica deve concentrarsi sulle cose da fare – dice Zingaretti -. Il governo deve dialogare con le opposizioni. Se questo governo non ce la fa vedo difficile che si possa riproporre una maggioranza diversa“. Il segretario dem dunque agita lo spettro della crisi di governo.

Certo, se dipendesse da Monica Cirinnà, il Pd dovrebbe scaricare i 5 Stelle, “rei” di essere troppo a destra. “Di Crimi mi ricordo le sparate contro Bersani, lo iscrivo nella parte destra del M5S, quella che non mi piace, anche il fatto di farsi chiamare capo politico non mi piace”, dice la senatrice del Pd, che rincara la dose: “Sono molto critica sui ministri 5 Stelle che dovrebbero fare molto meglio, penso al ministro della Giustizia, a quella della Scuola e a quella dell’Innovazione tecnologica, che molti di noi non hanno nemmeno mai visto in Parlamento”. La Cirinnà butta benzina sul fuoco: “E’ chiaro che l’anima destra del M5S, che si trovava comoda con la Lega nel governo gialloverde, ora è in ebollizione, ma devono capire che se vogliono fare un governo con noi devono essere sensibili ai diritti di queste persone“.

Insomma, ancora una volta emergono le differenze anche ideologiche assolutamente inconciliabili all’interno della maggioranza giallofucsia, tenuta insieme dalla voglia matta di poltrone ma messa a dura prova dall’emergenza coronavirus e dal fatto che ora il Paese chiede di ripartire. A famiglie e imprese servono i soldi. E subito. Ma Pd, M5S, Iv e LeU sono divisi praticamente su tutto.

Adolfo Spezzaferro

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6 Commenti

  1. La sinistra criminale non si da pace! Pur di avere i voti delle ” risorse ” sono pronti a tutto! Inutilmente la gaglioffa Bellanova ha provato a celare il loro obbiettivo, asserendo che al momento i ” Clandestini ” non possano votare, mentre è perfettamente a conoscenza che, una volta regolarizzati, potranno contribuire al serbatoio elettorale delle sinistre; addirittura, per avvalorare questa ignominia, ha provato ad inserire nel computo dei regolarizzati anche le badanti. Vi chiedo: avete mai veduto una badante Nigeriana, Senegalese, Ivoriana, insomma un’africana? Inoltre, ulteriore obbiettivo per il capitale finanziario, la loro classe di riferimento, vogliono immettere un’iniezione di schiavi a basso costo per abbassare, ulteriormente, il potere contrattuale degli autoctoni. Vedremo se i 5 Stelle, per mero calcolo elettorale, sapranno opporsi, altrimenti sarà l’ennesima operazione conto il nostro popolo, che se andrà a compimento, porterà solo disagio e miseria. Maledetta sinistra e coloro che la supportano!

    • Siamo in molti a pensarla così ma il 20% degli elettori che raggiunge quasi il 30% con renziani e calendiani non la pensa così… nel 48 ci dovevano far fare la guerra civile, almeno non si partiva per altri 70 anni… alla fine la faremo oggi

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