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Roma, 21 gen – Dopo i naufragi degli immigrati al largo della Libia e il governo che ribadisce la linea dura dei porti chiusi alle navi Ong e al traffico di esseri umani, si infiamma la polemica in seno alla maggioranza, con l’ala “rossa” dei 5 Stelle che attacca il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Il titolare del Viminale non cede e annuncia: “Tutti sani e salvi, e riportati indietro, i 393 immigrati recuperati dalla Guardia Costiera libica nella giornata di ieri. In particolare, 143 sono stati riportati a Tripoli, 144 a Misurata, 106 ad al-Khoms. “La collaborazione funziona – spiega Salvini – gli scafisti, i trafficanti e i mafiosi devono capire che i loro affari sono finiti. Meno partenze, meno morti, la nostra linea non cambia“.

E’ sempre il presidente della Camera, il “compagno” Roberto Fico, a mettersi di traverso rispetto al governo Lega-M5S: “Dolore, rabbia e tristezza – ha scritto in serata su Twitter – salvare vite umane è quello che fa una società sana. Se non ci riusciamo è un terribile fallimento per tutti noi”.

Ecco che subito gli fa eco il gruppo dei dissidenti a 5 Stelle – le senatrici Elena Fattori e Paola Nugnes (al momento sotto il giudizio dei probi viri del M5S) e Gregorio De Falco (il comandante di Marina espulso dal Movimento). Sulla chiusura dei porti italiani rivendicata dal ministro Salvini, sostiene il gruppo dei ribelli pentastellati, potrebbe configurarsi “una lesione ai diritti umani, e dunque la possibilità di agire per loro tutela, anche presso le Corti europee“.

L’interrogazione, depositata al Senato da De Falco, oltre che al leader della Lega Salvini, è rivolta al ministro pentastellato responsabile per i porti, Danilo Toninelli, e chiede se esistano davvero provvedimenti per la chiusura degli scali marittimi.

Intanto, il vicepremier e capo politico del M5S Luigi Di Maio attacca la Francia del presidente Macron. “D’ora in poi quelli che vogliono sbarcare glieli portiamo a Marsiglia, chiederò a Ue sanzioni contro quei paesi che colonizzano l’Africa“.

“Si parla solo degli effetti, dei morti in mare, ma la Ue ignora quello che la Francia fa in Africa”, è l’attacco di Di Maio. “La Francia stampa il franco delle colonie con cui si fa finanziare parte del suo debito, per far stare gli africani in Africa basta che i francesi se ne stiano a a casa loro“, conclude.

Sulla stella linea il “globetrotter” Alessandro Di Battista, secondo il quale è necessario “valutare” se la presenza delle navi delle Ong nel Mediterraneo “non favorisca l’aumento dei gommoni che partono e i morti in mare“.

“I morti in mare a 30-40 km dalle coste libiche sono responsabilità italiana?”: per il pentastellato Di Battista “si tratta di attuare politiche affinché l’Africa abbia uno sviluppo. In questo momento io salverei queste persone e le porterei a Marsiglia”, ha aggiunto stracciando in tv a Che tempo che fa una banconota coloniale francese in uso nei Paesi africani.

“La Francia ha sempre lasciato l’Italia da sola di fronte a queste responsabilità. Sino a che non si creerà, sì, sarà una cosa forte, un incidente, anche diplomatico, nei confronti della Francia, qua succederà sempre che l’Italia sarà lasciata sola ad avere queste responsabilità”, conclude.

Sul fronte dell’opposizione, da Forza Italia, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ribadisce l’urgenza di “approvare un piano europeo per fermare i viaggi della morte“, e il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati dice che “non possiamo rassegnarci al fatto che il Mediterraneo sia una fossa comune”.

Ludovica Colli