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Roma, 31 mag – “Difficile trovare candidati sindaci, hanno paura di finire come Chiara Appendino“: così Matteo Salvini – come si dice a Roma – “la butta in caciara” sull’impasse del centrodestra sui nomi da candidare alle prossime amministrative. In una intervista al Corriere della Sera, il leader della Lega prova a giustificare perché la sua coalizione non ha ancora trovato la quadra su chi candidare a sindaco nelle grandi città, in primis a Roma e Milano.



Salvini: “Difficile trovare candidati sindaci, hanno paura di finire come Chiara Appendino”

“Io non ho armi segrete, non ho Donnarumma in campo. Alcune persone mi avevano chiesto del tempo per capire come una cosa del genere avrebbe impattato sulla loro vita personale e professionale. Certo, visto il trattamento economico e il rischio di persecuzione giudiziaria… Guardi Chiara Appendino: condannata per la morte di un tifoso in piazza. Uno è portato a dire: non mi ci metto“. Così Salvini in merito ai possibili candidati, presumibilmente della cosiddetta società civile e non precettati tra le file dei partiti.

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Il nodo candidati per Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia

Tuttavia, al di là della solidarietà espressa da Salvini alla Appendino, per il centrodestra il problema candidati sindaco resta. Tanto che Ignazio La Russa di FdI spera che lo stallo si sblocchi entro 24 ore. “Spero che presto il nome venga fuori. Credo che siamo oramai al punto in cui è necessario scegliere, per cui mi auguro che da qui a 24 ore si arrivi alla scelta definitiva tra Roma e Milano. Secondo me potrebbe essere domani”. Così il vicepresidente del Senato, che spiega di aver ricevuto “una lettera con primo firmatario il professor Bozzetti della Cattolica in cui mi segnalano Maurizio Dallocchio, professore della Bocconi. E’ un candidato lodevole”.

Il centrodestra punta a perdere senza ritegno?

Ma il problema è soprattutto la corsa per il sindaco di Roma: Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia sono ancora in alto mare. Allo stato attuale sembra che il centrodestra punti a perdere le amministrative capitoline senza ritegno, senza nemmeno provare a contrapporre un candidato in grado di giocarsela con Gualtieri del Pd – che oggettivamente all’appeal di un comodino ma i dem hanno la maggioranza, almeno in centro – o con Calenda di Azione, che comunque ruba voti al Pd. La “sindaca” uscente e improvvidamente ricandidata Raggi non la calcoliamo proprio.

Adolfo Spezzaferro

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