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Roma, 5 dic – E’ scontro nel governo giallofucsia sulla riapertura delle scuole superiori, inizialmente annunciata per il 7 gennaio, che invece slitta all’11 gennaio. La decisione arriva nella notte, al termine di un combattuto Consiglio dei ministri. Alla fine, nel decreto legge in vigore fino al 15 gennaio spunta pure il rinvio del rientro in classe per gli studenti delle superiori, da mesi confinati in casa con la didattica a distanza.



Scontro nel governo tra M5S-Iv e Pd sulla riapertura delle scuole superiori

La maggioranza è arrivata al compromesso sull’11 gennaio dopo tre ore di scontro tra il Pd che puntava a riaprire le scuole non prima del 15 gennaio, se non addirittura il 18, e M5S e Italia Viva che invece chiedevano di riaprire il 7. Come peraltro annunciato per giorni da Conte e avallato dai prefetti. Da un lato dunque la titolare grillina dell’Istruzione Lucia Azzolina, sostenuta dalle colleghe renziane alla Famiglia, Elena Bonetti, e all’Agricoltura, Teresa Bellanova, e appoggiate dal premier. Dall’altro, i dem per la linea dura, a partire dal titolare ai Beni culturali Dario Franceschini. In mezzo – a mediare appunto – il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, e il ministro della Salute Roberto Speranza.

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Alcune regioni decidono da sole e rinviano la riapertura

A pesare sullo scontro nella maggioranza anche il pressing di alcune regioni – Friuli-Venezia-Giulia, Veneto, Marche e Campania – che avevano già deciso di rinviare la riapertura delle scuole tra il 25 gennaio e il 1 febbraio. Dovranno invece adeguarsi alla nuova data dell’11, Valle d’Aosta, Lombardia, Bolzano e Trento, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Sardegna e Sicilia. In ogni caso, i governatori rischiano di riaprire per i primi due giorni, per poi dover richiudere se il nuovo report sull’Rt e il rischio epidemiologico dovesse collocare le regioni in zona arancione o rossa.

Superiori riaprono al 50% dall’11 gennaio, elementari e medie in classe il 7 gennaio

Dunque, gli istituti superiori riapriranno a partire dall’11 gennaio per il 50 per cento degli studenti e sempre che la situazione epidemiologica lo permetta. L’8 gennaio infatti ci sarà il nuovo monitoraggio con i dati sui contagi. Le scuole elementari e medie riapriranno invece regolarmente giovedì 7 gennaio.

Scontro anche sul trasporto pubblico, De Micheli nel mirino dei 5 Stelle

Sempre sul fronte della scuola non è mancato uno scontro anche in merito al trasporto pubblico. La titolare del ministero dei Trasporti Paola De Micheli avrebbe spiegato di aver preparato un modello organizzativo scollegato dalla dimensione prettamente sanitaria. Questo perché è impossibile – sarebbe la tesi della dem – sapere come il virus si diffonde su bus e pullman. Ma la proposta della De Micheli a quanto pare ha scatenato le ire dei 5 Stelle e in particolare del capo delegazione Alfonso Bonafede.

Quello che manca è proprio un piano sui trasporti

In realtà, come fa presente anche l’opposizione, quello che manca è un piano scuola a prova di zone di rischio e report sui contagi, che garantisse regolarità nelle lezioni in presenza grazie a un potenziamento del trasporto pubblico. Perché, come ha ricordato anche la renziana Bellanova durante il Cdm di fuoco di ieri, la scuola è sicura: il problema restano i trasporti.

Adolfo Spezzaferro

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