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Roma, 7 dic – Slitta il Consiglio dei ministri sul Recovery fund dopo lo strappo di Italia Viva. E intanto il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, avverte i renziani: “Niente maggioranza? Chi si assume questa responsabilità ne trarrà le conseguenze“. Sale la tensione nel governo giallofucsia dopo che Matteo Renzi ha bocciato senza appello la soluzione proposta dal premier Giuseppe Conte di affidare la governance del Recovery fund a una task force di tecnici. La gestione dei miliardi Ue spacca la maggioranza giallofucsia, come era ampiamente prevedibile.



Lo strappo di Iv sulla governance del Recovery fund

E così il Cdm, inizialmente previsto alle 9, slitta alle 11. Lo strappo è arrivato ieri sera, in un vertice di maggioranza al quale hanno partecipato i ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico, Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, assieme al premier Giuseppe Conte e ai capigruppo di maggioranza. Italia Viva ha infatti respinto seccamente lo schema di governance prospettato dal premier, che vede alla guida Conte con Gualtieri e Patuanelli. I capigruppo Iv Boschi e Rosato hanno abbandonato la videoconferenza.

Faraone: “Recovery fund dossier fantasma, ignoto a Parlamento, Regioni e sindacati”

“Questa notte le ministre di Italia Viva hanno ricevuto la bozza quando era quasi l’una per un provvedimento che avrebbero dovuto votare questa mattina alle 9 in Cdm: ma vi pare possibile che la struttura della task force che dovrebbe gestire il più imponente capitolo di investimenti dal dopoguerra sia tenuta all’oscuro a noi che siamo forza di maggioranza?“, attacca il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone. “Vi pare possibile – aggiunge alla trasmissione Omnibus su La7 – che il Recovery sia un dossier fantasma e che a tutta una serie di realtà, dal Parlamento, dai presidenti di Regione ai sindacati alle forze sociali. resti ignoto?“, si chiede Faraone.

Bonetti: “Inaccettabile struttura parallela che esautora il Paese”

“Oggi c’è un Paese che deve trovare insieme il dialogo e la responsabilità per affrontare i prossimi anni. Costituire una struttura parallela al governo di cui il Parlamento non sa nulla è evidente che è un modo di esautorare il Paese nella progettazione del proprio futuro. E questo non è accettabile“, dice il ministro per la Famiglia, la renziana Elena Bonetti, entrando a Palazzo Chigi per partecipare al Cdm.

Lo scontro sul Recovery fund è la punta dell’iceberg

Il ministro del Sud Provenzano chiosa: “Già abbiamo Orban che ci sta creando problemi, se anche qualcuno nella maggioranza per motivi di visibilità mette a rischio questa enorme opportunità del Recovery fund non va bene“. Ma i renziani hanno già avvertito gli alleati giallofucsia che voteranno contro la soluzione task force. In realtà, l’attacco di Renzi rientra in una critica più ampia a Conte. E in tal senso anche il Pd – che è il partito di Provenzano – chiede da tempo una verifica di governo.

Adolfo Spezzaferro

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