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Bolzano, 20 nov – Al via in Alto Adige lo screening di massa per il coronavirus. L’obiettivo è quello di sottoporre il 70% della popolazione, ossia 350 mila persone, all’esame del tampone rapido. I test a tappeto sono partiti questa mattina e dureranno tre giorni, fino a domenica, dalle 8 alle 18. I residenti saranno sottoposti a tampone in tutti i 116 Comuni dell’Alto Adige, in quasi 200 presidi. In molti casi si tratta delle palestre utilizzate per i seggi elettorali. Gli asintomatici dovranno stare in quarantena per dieci giorni. Con lo screening di massa la Provincia autonoma punta a ridurre drasticamente la curva dei contagi. Già martedì 24 riapriranno gli asili e le scuole elementari.

L’appello alla popolazione

Secondo il bollettino ieri sono stati registrati 696 nuovi casi nella zona rossa. “Dobbiamo fare in fretta tutto il possibile per proteggere la salute della popolazione locale”, sottolinea il presidente della Provincia Arno Kompatscher, come riporta il sito della Azienda sanitaria dell’Alto Adige, che pubblica un appello ai residenti: “L’incidenza dell’infezione in Alto Adige ha raggiunto proporzioni tali da rendere necessaria un’importante azione congiunta. […] Uno screening su scala provinciale può aiutare a identificare le fonti di infezione ancora sconosciute e a fermare un ulteriore aumento della diffusione del virus. Ogni singola persona in Alto Adige può contribuire a questa iniziativa che ha lo scopo di ripristinare la libertà personale, l’istruzione e il lavoro, là dove attualmente vi sono delle limitazioni. Si tratta di una grande opportunità. La Giunta provinciale lancia quindi un appello urgente alla popolazione altoatesina affinché si sottoponga al test. Il test è gratuito e la partecipazione è volontaria”, si legge sul sito, che annuncia che pubblicherà i risultati dello screening.

Lunghe file a Bolzano per sottoporsi al tampone

E l’appello ha funzionato: a Bolzano è già enorme l’afflusso dei cittadini per lo screening di massa sul modello di Wuhan, la città cinese da cui si è diffusa la pandemia (con la differenza che in Alto Adige la popolazione è molto meno numerosa). In molte parti della città davanti ai presidi, in quasi tutti i casi i tradizionali seggi elettorali, si sono formate lunghe code (non senza proteste per l’attesa). Tanto che per partecipare sono state assegnate delle “finestre temporali”  secondo le vie e il numero civico di residenza.

Adolfo Spezzaferro

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