Roma, 26 set – “Di Maio mi ha mandato un messaggino chiedendomi di ripensarci perché sono una brava persona e altrimenti sarei stata massacrata. Chi mi ha insultata sui social poteva farlo a voce invece che fare il leone da tastiera”. E’ quanto dichiarato da Gelsomina Silvia Vono, senatrice passata da M5S a Italia Viva di Matteo Renzi, ai microfoni di La7. L’ormai ex parlamentare pentastellata ha giustificato così la sua scelta, da lei definita “sofferta” ma “improcrastinabile”: “Ho preso una decisione importante che però mi dà la possibilità di ragionare in termini democratici”, ha detto Vono.

Ma come mai ha scelto proprio di passare con il già acerrimo nemico dei Cinque Stelle? “Perché Renzi – ha dichiarato la senatrice – ha dimostrato coraggio, lungimiranza e determinazione”. E poi ha agito “con senso del dovere per il Paese e per il bene comune, onestà intellettuale per il rispetto verso i cittadini, con coraggio e responsabilità anche quando tutto il sistema ti consiglierebbe, proprio perché sistema, di agire in modo diverso”. Insomma l’ex premier non stacca pezzi soltanto dal Pd, dopo la prima transfuga da Forza Italia eccolo a rosicchiare qualcosina pure in casa M5S.

Di Maio infuriato

Certo, i cambi di casacca sono un evergreen della politica italiana, ma il mini terremoto scatenato da Renzi sembra quasi rinsaldarne l’abitudine decisamente indigesta agli elettori. A non prendere bene questo strappo è stato però, in modo particolare, Luigi Di Maio. Il “capo politico” dei Cinque Stelle ha detto oggi, a margine dell’Assemblea delle Nazioni Unite, che per i parlamentari che molleranno il suo movimento “avvierò tutte le procedure previste e chiederò il risarcimento di 100mila euro”.

Di Maio teme con tutta evidenza ulteriori fughe, soprattutto verso il partito di Renzi. Di conseguenza è deciso non soltanto ad adottare multe salate nei confronti dei transfughi, ma a introdurre pure il vincolo di mandato: “Ne parlerò con il Pd, dobbiamo mettere fine a questo mercato delle vacche, sia i parlamentari che cambiano gruppo che i gruppi che li fanno entrare – ha precisato il leader M5S – E’ arrivato il momento di introdurre il vincolo di mandato: se cambi gruppo vai a casa”.

Eugenio Palazzini

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