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Sutri (Vt), 2 nov – Vittorio Sgarbi, è arcinoto, ha costruito il suo personaggio a suon di provocazioni. Spesso fregandosene della coerenza, soprattutto se si parla di coerenza politica. Non si spiega altrimenti la sua decisione di concedere a Mimmo Lucano la cittadinanza onoraria di Sutri, piccola cittadina laziale carica di storia di cui Sgarbi è sindaco. Esatto, stiamo parlando del sindaco di Riace, sospeso dalla sua carica in quanto indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, l’eroe di Saviano e di tutta la sinistra autorazzista e radical chic. Secondo Sgarbi, infatti, Mimmo Lucano si è distinto per i suoi valori umanitari, prodigandosi per i deboli e i derelitti. In pratica, la stessa narrazione che sta diffondendo Saviano, alfiere della sostituzione etnica degli italiani (che lo stesso Lucano appoggia).
Il critico d’arte, del resto, aveva già espresso la sua opinione su Lucano un mese fa. Da deputato forzista, infatti, Sgarbi aveva preso la parola alla Camera per difendere a spada tratta il sindaco di Riace. Avventurandosi in un paragone totalmente fuori fuoco, Sgarbi aveva tuonato che «il rispetto delle diversità e l’attenzione per i più deboli e per gli ebrei di ogni momento storico è uno dei fondamenti essenziali della nostra nazione», sostenendo così che l’operato del «sindaco di Riace Domenico Lucano, il cui atteggiamento politico è lo stesso di chi ricoverava gli ebrei in età fascista, è stato interdetto da un’azione giudiziaria criminale».
Di fronte a questa orgia di retorica umanitaria e autorazzista, CasaPound Italia aveva annunciato che avrebbe partecipato a un sit-in a Sutri, per protestare contro la cerimonia a cui parteciperà anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti (Pd). A quel punto Sgarbi, che in passato è stato più volte ospite di CasaPound, ha prima annunciato che avrebbe spostato la cerimonia nel Comune limitrofo di Castel Sant’Elia, poi ha criticato la presunta incoerenza delle tartarughe frecciate: «Vedo che oggi alcuni esponenti di CasaPound di Viterbo disapprovano l’iniziativa di dare la cittadinanza onoraria a Domenico Lucano perché indagato. Non credo che si sarebbero preoccupati se avessi deciso di darla a Matteo Salvini, anch’egli indagato e con gravi ipotesi di reato. D’altra parte, che la legge non sia sacra e infallibile lo dimostrano le inchieste e l’arresto dello stesso Pound. […] È che io, contrariamente agli amici manichei di CasaPound non credo che le idee politiche debbano essere pesate con il condizionamento degli avvisi di garanzia; e quella di Lucano mi sembra una posizione nobile e umanistica che può essere discussa ma non giudicata in termini penali».
Non si è dunque fatta attendere la replica della sezione viterbese di CasaPound, che ha puntato il dito contro «l’ingiustificato ed infantile allarmismo che egli [Sgarbi] sta cercando di creare intorno al caso», specificando che il sit-in è «regolarmente autorizzato e benedetto da una larghissima fetta dell’opinione pubblica sutrina». «L’autogol politico del sindaco – continua la nota di CasaPound – è l’unico dato rilevante della vicenda: ove si ammette che “sempre di più la politica a Sutri appare impervia e miope” si può solo evincere una tardiva intuizione del reale sentimento della cittadinanza riguardo questa pagliacciata. Come del resto lo stesso Sgarbi avrà intuito, parte della maggioranza che lo sostiene non voterà a favore della cittadinanza al signor Lucano, esponendolo ad una figura piuttosto magra». Confermando il regolare e pacifico svolgimento della protesta, che avrà luogo oggi a Sutri alle 14:30, CasaPound evidenzia infine che «Sgarbi non ha risposto nel merito al nostro primo comunicato, mascherando di un mieloso quanto fuori luogo umanesimo le motivazioni addotte all’indefinibile intenzione di concedere la cittadinanza onoraria ad un soggetto che non può neanche metter piede in casa sua fino a conclusione del procedimento a suo carico, ed ogni paragone con la storia umana e personale di Ezra Pound appare francamente strumentale e fuori luogo».
Giovanni Coppola

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4 Commenti

  1. “In gioventù aderì al Partito Nazionale Fascista e nel 1930 si arruolò nelle Camicie nere. Prese parte come volontario nel 1936 alla guerra d’Etiopia con la divisione “28 ottobre” della Milizia e nel 1937 alla guerra civile di Spagna, nel Corpo Truppe Volontarie, a fianco dei nazionalisti del generale Francisco Franco, dove rimase come artigliere fino al termine del conflitto, nel maggio 1939″
    ecco chi “ricoverava gli ebrei in età fascista”: Giorgio Perlasca,
    altro che un Luciano di Riace qualsiasi.

  2. Maleducato al limite offensivo. Quando lo vedo cambio canale per evitare mi rovini la serata. Per me è ina brutta persona. Borioso. Ma chi si crede di essere?

  3. Un furbo provocatore, ora imbecille opportunista, arrogante e volgare, affabulatore grazie ad una dialettica ancora discreta ma greve nella retorica. Come Silvio ha fatto il suo tempo e spara le ultime cazzate in libertà. Ho sempre sospettato fosse pure cocainomane..

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