Roma, 21 ago – Dopo il deciso endorsement del giugno scorso all’iniziativa di legge popolare “Ero straniero, l’umanità che fa bene”, Papa Francesco torna a fare propaganda a favore dello Ius Soli e, più in generale, all’immigrazione senza freni. In un’anticipazione del messaggio che invierà in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato del prossimo 14 gennaio, dal tema “cogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”, Bergoglio spiega come “nel rispetto del diritto universale a una nazionalità questa va riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e le bambine al momento della nascita”.

Una presa di posizione ancora più netta in favore dello Ius Soli, ma anche del cosiddetto Ius Culturae. Papa Francesco ci tiene a ricordare come la Convenzione Internazionale per i diritti del fanciullo “offre una base giuridica universale per la protezione dei minori migranti. A essi occorre evitare ogni forma di detenzione in ragione del loro status migratorio, mentre va assicurato l’accesso regolare all’istruzione primaria e secondaria. Parimenti è necessario garantire la permanenza regolare al compimento della maggiore età e la possibilità di continuare degli studi. Per i minori non accompagnati o separati dalla loro famiglia è importante prevedere programmi di custodia temporanea o affidamento”.

Nazionalità automatica per chi nasce in Italia, percorso formativo garantito. Questa è la posizione di Bergoglio, che si esprime anche per un’accoglienza dovuta a tutti i migranti, senza se e senza ma: “Considerando lo scenario attuale, accogliere significa innanzitutto offrire a migranti e rifugiati possibilità più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione. In tal senso, è desiderabile un impegno concreto affinché sia incrementata e semplificata la concessione di visti umanitari e per il ricongiungimento familiare. Allo stesso tempo, auspico che un numero maggiore di paesi adottino programmi di sponsorship privata e comunitaria e aprano corridoi umanitari per i rifugiati più vulnerabili. Sarebbe opportuno, inoltre, prevedere visti temporanei speciali per le persone che scappano dai conflitti nei paesi confinanti”.

Davide Romano

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