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Roma, 4 gen – Pugno duro di Salvini contro i “sindaci ribelli”. La protesta collettiva era stata innescata dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che aveva deciso di sospendere l’applicazione del decreto Sicurezza nella parte che riguarda i migranti. Posizione condivisa e rilanciata da altri primi cittadini come Luigi de Magistris a Napoli e il sindaco di Firenze Dario Nardella, che aveva provocato la durissima reazione del vicepremier. Salvini aveva definito “gravissimo” il comportamento di Orlando e soci e aveva promesso che “i sindaci ne risponderanno personalmente, penalmente e civilmente, perché è una legge dello Stato che mette ordine e regole”.

Sempre nella giornata di ieri Salvini era tornato sull’argomento ribadendo che coloro che non rispetteranno il decreto ne risponderanno “davanti alla legge e alla storia” ma chiedendo anche le dimissioni dei sindaci ribeli. “Troppo facile applaudire Mattarella e due giorni dopo sbattersene. Se c’è legge approvata dal Parlamento e firmata dal presidente della Repubblica si rispetta”, ha aggiunto. E poi, durissimo: “se c’è qualche sindaco che non è d’accordo si dimetta. Dimettiti Orlando, e anche tu de Magistris. Dimettetevi, siamo in democrazia e governano gli italiani, fatevene una ragione, non governano professoroni, giornalisti o cantanti”.

I sindaci rossi non sembrano avere alcuna intenzione di retrocedere: per De Magistris Salvini “si dovrebbe dimettere”, mentre il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, annunciato di aver dato “incarico al capo ufficio legale del Comune di Palermo di adire davanti al giudice civile”. Al coro di proteste si è aggiunto anche il primo cittadino di Milano Giuseppe Sala, con un intervento su Facebook: “Il ministro Salvini ci ascolti e riveda il decreto sicurezza, così non va!”, perché “occorre valutare l’impatto sociale ed economico del decreto per le nostre città”.

Nel frattempo Di Maio ha accusato i sindaci “disobbedienti” di pensare “solo alla campagna elettorale” per potersi sentire “un po’ di sinistra – dice il vicepremier – fanno un po’ di rumore”. “Ma se vuoi sentirti di sinistra metti mano ai diritti sociali di questo Paese, quelli che la sinistra ha distrutto in questi anni. Pensate come stanno messi male”, ha dichiarato il vicepremier con evidente intenzione di non perdere terreno sull’immigrazione rispetto a Salvini.

Fonti di Palazzo Chigi hanno fatto sapere che “se l’Anci desidera un incontro per segnalare eventuali difficoltà applicative collegate alla legge sull’immigrazione e sulla sicurezza, ben venga la richiesta di un incontro con il governo, al quale anche il presidente del Consiglio è disposto a partecipare insieme al ministro dell’Interno”. Da segnalare anche la levata di scudi di trenta sindaci che, al contrario dei ‘ribelli’, si sono schierati a favore del decreto.

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. Visto che non rispettano la legge andrebbero perlomeno denunciati e processati. Altrimenti chiunque si sentirà in grado di non rispettare le leggi che non piacciono (tipo buona scuola, limiti di velocità ecc ecc). E cmq se vogliono le dimissioni di Salvini dovrebbero volere anche quelle di Mattarella, visto che è lui che ha firmato la legge

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