Roma, 30 set – Non vi sarebbe alcuna prova della presunta islamizzazione forzata di Silvia Romano, la cooperante italiana rapita in Kenya il 20 novembre scorso. Fonti giudiziarie romane avrebbero così smentito le rivelazioni del Giornale, che stamattina affermava che la cooperante italiana, rapita in Kenya quasi un anno fa, sarebbe stata costretta a sposarsi in Somalia con un uomo legato all’organizzazione che la terrebbe in ostaggio.

Gli inquirenti hanno smentito questa tesi, sostenendo che al momento, l’unica teoria ancora valida riguarda il fatto che la ragazza potrebbe essere stata trasferita in Somalia dopo il sequestro, un’area geografica in cui un possibile intervento di liberazione da parte delle forze occidentali risulterebbe di gran lunga più difficoltoso. Secondo gli ultimi accertamenti degli investigatori, vi sarebbero stati contatti telefonici tra i rapitori e la Somalia: il sequestro sarebbe avvenuto su commissione, dal momento che le armi e mezzi utilizzati per l’operazione sarebbero stati di qualità superiore rispetto all’equipaggiamento medio delle bande criminali keniote. 

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. Ma solamente degli idioti ,oltre che islamofobi e razzisti potevano credere ad una mega oifferata come questa ,fate schifo

  2. Dovrebbero vergognarsi tutti i bufalari razzisti e islamofobi che pubblicano queste cose non verificate ,fare schifo pezzi di…..idioti

  3. Perché pubblicare delle cose tutte da verificare e dimostrare???questo non è giornalismo,ma è sciacallaggio ,ovviamente il tutto per dipingere i musulmani come dei bastardi massacratori e diabolici,il Giornale ha come scopo solo il razzismo e odio feroce antislam giusto per buttare fango sui musulmani, fate schifo

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