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Roma, 3 gen – Sindaci rossi in rivolta contro il decreto sicurezza. Il botta e risposta di ieri tra Orlando e Salvini in merito alla non applicazione della legge ha generato la prevedibile solidarietà da parte dei primi cittadini sinistrorsi di tutta Italia che, scomparsi da mesi dal dibattito e affossati dalle altre forze in campo hanno colto l’occasione per ottenere un po’ di smalto politico e copertura mediatica. Ricordiamo come nella giornata di ieri il sindaco di Palermo Leoluca Orlando abbia dato disposizione di non applicare le misure della legge messa a punto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, riguardo alle norme che negano la possibilità di concedere la residenza a chi ha un permesso di soggiorno.

“Il governo oggi finalmente getta la maschera con il decreto 132 del 2018 che costituisce un esempio di provvedimento disumano e criminogeno”. “E’ disumano – ha aggiunto in conferenza stampa Orlando – perché eliminando la protezione umanitaria trasforma il legale in illegale ed è criminogeno perché siamo in presenza di una violazione dei diritti umani e mi riferisco soprattutto ai minori”.

Salvini decide di intervenire sulla vicenda tramite una diretta Facebook: “Orlando vuoi disobbedire? Disobbedisci, non vi mando l’esercito”, e poi più duramente ai microfoni di Radio Rai:”Non farò mai azioni di forza, saranno gli elettori a giudicare l’operato dei sindaci”. Ma “ne risponderanno personalmente, legalmente, civilmente, perché è una legge dello Stato che mette ordine e mette regole. Sono curioso di capire se rinunceranno anche ai poteri straordinari previsti dal decreto che tanti sindaci hanno apprezzato”

La solidarietà degli altri primi cittadini non si è quindi fatta attendere. A Napoli De Magistris fa sapere che “continueremo a concedere la residenza e non c’è bisogno di un ordine del sindaco o di una delibera, perché in questa amministrazione c’è il valore condiviso di interpretare le leggi in maniera costituzionalmente orientata” e prosegue “noi non possiamo che andare in direzione completamente opposta rispetto a questo diktat proveniente da Roma”.

Firenze non si piegherà al ricatto contenuto” nel decreto sicurezza “che espelle migranti richiedenti asilo e senza rimpatriarli li getta in mezzo alle strade” ha invece fatto sapere il primo cittadino di Firenze Dario Nardella.

Parole invece più caute dal sindaco pentastellato di Parma Pizzarotti: “Dal punto di vista politico sono assolutamente d’accordo che si debba affrontare il problema, visto che il decreto sicurezza lascia aperto un vulnus rispetto a stranieri e richiedenti asilo che non riescono a fare le cose più basilari. Dal punto di vista amministrativo non è chiaro come faccia Orlando a chiedere agli uffici di non applicare una legge”.

Cristina Gauri

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