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Roma, 3 gen – Se si è dovuta scomodare anche l’Open Society, la fondazione del noto speculatore George Soros, vuol dire che CasaPound fa effettivamente paura all’establishment globalista e filo-immigrazione. L’attacco è arrivato ieri dal sito online Open Democracy, piattaforma web finanziata, tra gli altri, dalla stessa Open Society e dal Rockefeller Brothers Fund. L’articolo è a firma della giovane giornalista freelance Claudia Torrisi, collaboratrice di Vice Italia, della stessa Open Democracy e del sito immigrazionista Open Migration, anch’esso finanziato da Soros attraverso la Open Society. Insomma, la Torrisi si presenta sin da subito con un chiaro pedigree globalista.
L’articolo in questione si intitola Come i media italiani hanno aiutato CasaPound a rendere glamour il fascismo. La Torrisi prende sostanzialmente le mosse da un servizio del noto mensile al femminile Marie Claire, il quale presentava alle proprie lettrici alcuni volti delle militanti donne di CasaPound. Il contenuto dell’articolo, per il resto, è di un’inconsistenza imbarazzante: è composto da dati rabberciati e raffazzonati alla bell’e meglio ed è condito da giudizi faziosi di un’assegnista di ricerca dall’orientamento politico chiaramente ostile, laddove si è volutamente ignorato l’unico lavoro accademico su CasaPound di un certo pregio scientifico. La tesi della Torrisi è che CasaPound sia riuscita a fare tendenza tra i giovani e che, in questo senso, sarebbe stata aiutata dai media italiani: tesi già di per sé assai curiosa, se si vanno a guardare i tempi (brevissimi) e le modalità (processini politici) delle sortite mediatiche degli esponenti della tartaruga frecciata. Insomma, il punto è: potranno anche apparire cool e glamour, ma restano in fondo dei fascisti brutti e violenti.
Ora, se l’intento dell’autrice era quello autoreferenziale di chiamare a raccolta i residuati dell’antifascismo, l’operazione di Soros e sodali ha un senso. Se invece si pretendeva di fare chiarezza sul «fenomeno CasaPound», allora l’obiettivo è stato totalmente mancato: i motivi del successo politico-sociale della tartaruga frecciata, infatti, non sono né empiricamente individuati, né tantomeno indagati criticamente. Cosa che, sempre ieri, Internazionale ha provato almeno a fare, sebbene con la solita supponenza e seppur finendo col mischiare gruppi assai eterogenei e col proporre la trita e ritrita narrazione auto-rassicurante.
Ma perché allora Soros, attraverso la penna dei suoi accoliti, ha sentito il bisogno di portare un attacco frontale a CasaPound? Certezze, ovviamente, non ce ne sono. Eppure, è tutt’altro che peregrino supporre che l’Open Society sia in possesso di proiezioni elettorali che hanno allarmato la potente fondazione del magnate ungherese. Un’organizzazione che, in molti casi, è riuscita addirittura a destabilizzare Stati sovrani e governi democraticamente eletti. In altre parole, è possibile che l’Open Society veda l’eventuale ingresso di CasaPound nel Parlamento italiano come fumo negli occhi. Con una sua propria truppa di deputati, infatti, la tartaruga frecciata potrebbe denunciare le attività poco trasparenti di tutta la galassia di Ong, fondazioni e centri studi a libro paga del noto speculatore. Insomma, Soros potrebbe paventare seriamente un danno per i suoi affari e i suoi influencer su suolo italiano. E in effetti, conoscendo CasaPound, i timori di Soros sarebbero più che fondati.
Elena Sempione



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5 Commenti

  1. Era naturale, che i globalisti affamatori di popoli, cercassero di stroncare sul nascere Movimenti sovranisti. Nulla di nuovo, come nulla di nuovo sono le fregnacce che le truppe cammellate della Stampa immigrazionista scrivono con l’autorità di un criceto su una ruota di plastica riciclata.

  2. tutto questo movimento mediatico contrario significa una cosa sola :
    la strada è giusta , la possibilita’ c’è ed è reale e soprattutto che se non va bene per loro vuol dire che va bene per noi ………………..
    L ‘Italia agli italiani !

  3. La signora in oggetto è una comunistella parziale, inadeguata e auto referenziale, per cui niente di nuovo sotto al sole…….gli africani se li prenda a casa sua.

  4. …se..dico ”se” si riesce ….potremmo ospitarlo per sempre in qualche posto ”ameno”…con tanta terra sopra..

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