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Roma – Lo stop alla stagione sciistica per evitare assembramenti e possibili contagi non va giù alle regioni interessate, che vanno allo scontro con il governo. “Sarebbe un danno irreversibile all’economia della montagna dei nostri territori”, fa presente il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti, dopo l’approvazione da parte dei governatori delle linee guida sullo sci.

Conferenza Regioni approva linee guida per impianti sciistici

“La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome – annuncia il governatore della Liguria – ha approvato le linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte di sciatori amatoriali. E’ un documento che inviamo al governo come contributo propositivo per non compromettere la stagione sciistica e per non creare un danno irreversibile all’economia della montagna dei nostri territori”. Parole che non lasciano spazio a interpretazioni: il paventato stop – che potrebbe essere inserito nel prossimo decreto del premier – sarebbe un danno che andrebbe a sommarsi a tutti gli altri inflitti con i Dpcm anti-contagi. Ecco perché – sottolinea Toti – ”l’auspicio è che, come accaduto in precedenza, il governo voglia condividere con le Regioni i necessari approfondimenti sul piano della collaborazione istituzionale nell’interesse dei cittadini, del tessuto socioeconomico del Paese, nel rispetto delle necessarie regole di prevenzione”.

Zaia: “Stagione senza sci sarebbe suicidio”

Tra i governatori in prima linea c’è ovviamente quello del Veneto Luca Zaia, che avverte: “Una stagione senza sci sarebbe un suicidio, sul piano economico e sociale. Lo sci si pratica sulla cresta delle montagne ed è per questo che vorremo un coordinamento europeo perché pensare di vedere che da altre parti si scia mentre noi siamo chiusi è difficilmente giustificabile“, fa presente l’esponente della Lega. Sulla stessa linea il presidente del Piemonte Alberto Cirio, che propone: “Per lo sci invernale possiamo trovare un punto di equilibrio, come stanno facendo in altri Paesi. E’ uno sport e lo si può praticare in sicurezza. Si potrebbe consentire l’attività sciistica, lasciando chiusi bar e ristoranti. E’ una strada che dobbiamo percorrere insieme al governo”.

Lega all’attacco: “Scelta scriteriata, incomprensibile da parte di governo disorientato”

Critiche arrivano pure dalla Lombardia, con Davide Caparini e Massimo Sertori, rispettivamente assessore al Bilancio e alla Montagna della Lombardia, che chiedono al premier Conte di tornare sui suoi passi perché “tenere chiusi gli impianti sciistici vuol dire fare fallire l’economia della montagna. E’ una scelta scriteriata, incomprensibile da parte di un governo disorientato“. I due assessori leghisti hanno poi aggiunto che “mentre a Natale si scierà in Svizzera, in Austria e in Francia, secondo il governo da questa parte delle Alpi dovrà essere tutto chiuso”.

Anche la Lega della Valle d’Aosta esprime ”forte preoccupazione” per ”la chiusura da parte del premier Conte, nei confronti della stagione invernale”. In una nota si fa presente che ”la risposta secca del governo rischia di mettere in ginocchio l’intero settore dell’industria dello sci che solo in Valle d’Aosta genera, senza contare il relativo indotto, più di 100 milioni di euro”. La Lega valdostana pertanto avvisa che ”gli addetti del turismo di montagna devono poter programmare la stagione: il governo deve assolutamente rivedere questa incomprensibile decisione altrimenti decreterà la morte dello sci in questo versante dell’arco alpino”.

Marcucci (Pd): “Con regolamenti giusti piste si possono tenere aperte”

Parola al governo, quindi. Anche se nella maggioranza giallofucsia si leva la voce di Andrea Marcucci: “Le piste da sci? Con dei regolamenti molto rigidi penso si possano tenere aperte, lavorerò perché si possano tenere aperte con gli standard di garanzie e le condizioni di sicurezza adeguate. Conte le vorrebbe chiuse? Sarebbe un errore”, anticipa il capogruppo Pd al Senato.

Adolfo Spezzaferro

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