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milanopiazzalesusaMilano, 29 apr – E’ partito alle 20 da Piazzale Susa il corteo unitario organizzato da tutte le sigle “d’ambiente” milanesi per ricordare Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani. Era prevista invece per le 19 la contromanifestazione in partenza da Porta Venezia della “Rete antifascista milanese”.

E’ proprio in Piazzale Susa che il 29 Aprile 1945, dopo un “processo sommario” la medaglia d’oro Carlo Borsani venne freddato dai partigiani, nonostante fosse cieco e invalido di guerra dal 1941 quando, seppur gravemente ferito durante un assalto, Borsani continuò la battaglia venendo colpito da un colpo di mortaio che gli scoperchiò letteralmente il cranio. Dichiarato morto nello stesso giorno (9 marzo 1941), riuscì a riprendersi sebbene rimase completamente cieco. A causa di questo episodio fu decorato con una medaglia d’oro al valor militare e fu dichiarato mutilato di guerra e grande invalido.

Dopo il presente per Borsani il corteo si è diretto verso la casa di Sergio Ramelli, militante missino ucciso da un commando di Avanguardia Operaia il 29 Aprile 1975. La sua colpa era quella di aver criticato le Brigate Rosse in un compito in classe. Dopo l’agguato subito sotto casa, la sua agonia durò per 47 giorni. Quando morì, Ramelli aveva solo 19 anni.
Qui, davanti la casa di Ramelli, è stato lanciato il secondo “Presente”.

A questo punto il corteo si è sciolto e ne è partito un secondo che da Piazzale Piola si è recato sotto casa di Enrico Pedenovi, avvocato e militante dell’MSI ucciso sempre a Milano, un anno dopo Ramelli e nello stesso giorno. L’omicidio venne rivendicato dai Comitati Comunisti Rivoluzionari, un’organizzazione paramilitare collegata a Prima LineaMilano6

Il corteo è stato preceduto da settimane di polemiche e atti vandalici. Dopo il divieto alla rete antifascista milanese di svolgere uno strumentale presidio proprio a Piazzale Susa, nella notte tra il 22 e 23 è stato spaccato il vetro, costruito anni fa, che protegge il murales per Ramelli posto sotto la casa di Sergio. Successivamente, anche il sindaco Pisapia era intervenuto chiedendo, senza successo, di vietare il corteo.

Gli attacchi e le polemiche della sinistra sembrano però aver sortito l’effetto contrario rispetto a quello sperato, visto che il corteo ha registrato la partecipazione più massiccia degli ultimi anni.

Cristiano Coccanari

 

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