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Roma, 18 dic – E’ stato raggiunto il quorum dei senatori (64, un quinto del totale) necessario ad avviare il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari. Lo fa sapere la Fondazione Einaudi. Fondamentale, per raggiungere le adesioni necessarie, l’accelerazione impressa da alcuni esponenti di punta di Forza Italia, come Maurizio Gasparri e Lucio Malan. Le sottoscrizioni, custodite in un ufficio di Palazzo Madama, dovrebbero essere trasmesse nelle prossime ore alla Corte di Cassazione. Pertanto, salvo colpi di scena, verrà bloccato l’iter per l’entrata in vigore della legge. Ciò significa che se si dovesse tornare al voto in tempi brevi, verrebbe rieletto il numero attuale di parlamentari.

Nannicini (Pd): “L’ultima parola spetterà ai cittadini”

I risultati saranno presentati oggi alle 17.30 in una conferenza stampa alla Camera, con l’occasione verranno comunicate anche le iniziative da intraprendere. Alla conferenza stampa parteciperanno Giuseppe Benedetto e Davide Giacalone, presidente e vicepresidente della Fondazione Einaudi, e i tre senatori proponenti Andrea Cangini (FI), Tommaso Nannicini (Pd) e Nazario Pagano (FI). “È una buona notizia – ha dichiarato Nannicini – perché l’ultima parola spetterà ai cittadini e potremo finalmente aprire una discussione pubblica sul tema. Sul piano politico i mesi in più che abbiamo davanti saranno utili per capire se arriveranno una buona legge elettorale e quei correttivi costituzionali che la maggioranza si è impegnata a introdurre. Dobbiamo semplicemente dare un senso a un taglio lineare della rappresentanza politica che al momento un senso non ce l’ha. E sarà anche uno stimolo positivo perché la maggioranza possa rafforzare la propria coesione nel 2020 rilanciando un programma di legislatura”.

Sì, certo. A meno che Matteo Renzi non coglierà l’occasione per far cadere il governo giallofucsia e andare al voto per riportare in Parlamento chi lo ha seguito nella scissione dal Pd.

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. Proprio adesso che stavo per proporre un ulteriore taglio del 50 %, con una suddivisione in parti uguali tra immigrati, omosessuali e trans, maschi e femmine.

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