Catania, 16 dicembre – Volare a New York da Roma costa meno, molto meno che raggiungere la Sicilia! Sembra assurdo ma è così e ancora una volta il periodo delle feste di fine anno, come quelle pasquali, rappresenta il picco più inverosimile. Cifre che si aggirano intorno ai mille euro, (quando per volare, ad esempio, da Roma a Milano il costo è di 200 euro), e che hanno scatenato le proteste degli isolani a partire dal Governo Regionale sino all’esposizione di striscioni da parte di CasaPound Italia nei principali aeroporti della Sicilia, Catania e Palermo.

Mille euro per un volo nazionale per e dalla Sicilia

Solo pochi giorni fa il presidente Renato Schifani è stato costretto a rientrare a Palermo con la nave da Napoli per assenza di posti sui voli da Roma, toccando così con mano una difficoltà annosa per i siciliani e che mai nessuno ha voluto affrontare. Ci voleva forse questo inconveniente che lo toccasse in prima persona? Caro biglietti e pochi voli hanno così indotto la Giunta regionale a dare incarico immediatamente a una struttura legale specializzata in ricorsi all’Antitrust, oltre che ad istituire un osservatorio permanente per il monitoraggio del traffico aereo siciliano che coinvolgerà i vertici degli aeroporti dell’Isola, le compagnie aeree e i rappresentanti dei consumatori.

“Basta caro voli! La Sicilia è Italia”

“E’ abbastanza evidente che esistono delle Compagnie che operano quasi in regime di monopolio per le rotte maggiormente battute dai siciliani, ed ancor più grave è che una di queste sia proprio quella di bandiera. Ciò favorisce un’autonomia, nell’applicazione dei prezzi, inaccettabile e che diventa un vero e proprio cartello, nello specifico per Palermo e nella tratta su Roma, tra Ita e Ryanair”. Scrive in una nota CasaPound Italia che proprio ieri sera ha esposto eloquenti striscioni, all’ingresso dell’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania e del Falcone Borsellino di Palermo, recanti la scritta “Basta caro voli! La Sicilia è Italia”.

La protesta di CasaPound

Spiega il Movimento della tartaruga frecciata: “Dovrebbe esistere, come per la Sardegna, la cosiddetta continuità territoriale che imporrebbe, in qualsiasi periodo dell’anno, prezzi calmierati che agevolino gli spostamenti degli isolani da e per il Continente“. Ita ha aggiunto negli ultimi giorni 10 voli (tra Catania e Palermo) ma ciò continua a non bastare e soprattutto a non agevolare nemmeno la ripresa del turismo, dopo il massacro del 2020 e del 2021 per la pandemia, per i prezzi che continuano ad essere esosi. La nota di CasaPound si chiude poi con un’osservazione di carattere generale: “Caro Schifani, non basta fare gli spot sulle tv nazionali, in Sicilia serve una seria politica della mobilità, a partire dal ponte sullo Stretto di Messina, che è di competenza del Governo centrale, progetto che ci vede favorevoli”.

Emanuela Volcan

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1 commento

  1. Volare a NY tanto per credere di essere, significa farsi svuotare le tasche e così pure per altre città metropolitane ztl dominanti, pronte ad instradare “inchiappettando” i turisti modaioli. Ecco il motivo dei prezzi tempo fa ancora più ridicoli.

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