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E anche Superman diventa nero. “Nel prossimo film protagonista e regista afroamericani”

by Cristina Gauri
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superman nero

Roma, 6 mag — Dopo Lupin afro-francese, James Bond black e donna e la Fata turchina del ghetto, arriva il superman nero.  Il prossimo film di Superman vedrà, per la prima volta in assoluto, un attore afroamericano nel ruolo che fu di Christopher Reeve e Henry Cavill e un regista nero dietro la macchina da presa. Lo riferisce il Daily Mail. 

Ormai non fa più quasi notizia. Il fenomeno del black washing (personaggi di fantasia, ma non solo, un tempo bianchi che diventano neri), nel nome della tanto declamata «diversità» da somministrare, cacciandovela a forza, nella gola degli spettatori, è ormai qui per restare. Non è, chiaramente, solo una questione ideologica: fa gola alle tasche dei produttori declinare una storia di successo planetario in chiave afro per avere attrattiva commerciale anche sulle fasce di consumatori più «etniche». 

C’è già stato un Superman nero

La sceneggiatura del film è stata affidata a Ta-Nehisi CoatSs, l’acclamato romanziere che ha ampliato il mondo di Wakanda per i fumetti Marvel. La consegna alla Warner Bros è prevista per dicembre. Pur essendo la prima volta sul grande schermo per il superman nero, l’idea del cambio di etnia dell’uomo di acciaio non è terreno vergine. Un personaggio chiamato Calvin Ellis è stato introdotto per la prima volta nella serie del 2009 Final Crisis 7, come Superman afro proveniente da un universo alternativo e chiamato a araccolta, assieme ad altri, dal Superman principale.

Ellis proviene da Terra.23, dove la sua identità civile corrisponde a quella del presidente degli Stati Uniti. Lo scrittore di fumetti Grant Morrison ha dichiarato di essersi ispirato a Barack Obama nel creare il personaggio. Ma non vi è alcuna indicazione che sarà questa versione di Superman ad apparire nella sceneggiatura di Coates. Anche se il cast o il nome del regista non è ancora stato annunciato, secondo The Hollywood Reporter ci sono diversi candidati per i ruoli.

Cristina Gauri

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Sergio Pacillo 6 Maggio 2021 - 9:20

Ed i cinesi stanno a guardare.

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mario1232016 6 Maggio 2021 - 9:27

Riconfermo tutto quello che ho scritto nell’articolo su WandaVision femminista.
I due sono strettamente collegati. Non posso scrivere un commento molto diverso, visto che il tipo di propaganda è lo stesso.

“Ho recensito, commentato, diversi lavori della Marvel, serie Tv e Film che girano sulle solite piattaforme dei miliardari il cui potere economico è sproporzionato rispetto a quello di una persona comune.
Ebbene.. per me questa non è più arte.. è spazzatura.
Se tu mascheri una storia di un fumetto, di un film, di un supereroe o altro.. mettendoci sempre le stesse “sorprese” a rotazione, ovvero: “immigrazionismo” “propaganda gay, lgtbz, gender” “femminismo” o altro.. tu stai facendo “propaganda politica” per indottrinare le menti dei ragazzini. Dell’arte iniziale, dell’attenersi alla trama, del “valore reale” del contenuto che proponi, non resta quasi niente.. Infatti, anche qui, ci troviamo a commentare il “fatto che è nero”. Questo ne è la dimostrazione.. Io non li guardo, preferisco un telefilm del 2000 o indietro.. Sono più crudi, realistici, rappresentano la vita.. non le “propagande ipocrite” dei radical chic. Tutte uguali fra l’altro!
Queste piattaforme sono riuscite a prendere per il culo milioni di persone… Il cliente pensa di svagarsi la sera vedendo un film, una serie, paga pure per questo.. invece c’è una regia dietro che lo sta indottrinando, per i “propri” scopi.
Rispetto a questa roba, preferisco vedere i talk show politici, per assurdo,almeno quelli sono meno bugiardi, “ti dicono” che fanno politica. Non si nascondono dietro un finto intrattenimento.

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Arturo 22 Giugno 2021 - 12:28

E’ tutta manipolazione politica del mainstream che purtroppo non si ferma solo alle pellicole.
Persino gli spot pubblicitari sembrano girati con attori “americani”, perché uno spettatore adulto e “puro” si chiederebbe cosa ci faccia un nero o un asiatico in mezzo ad un gruppetto di sardi barbaricini.
Questo è un esempio ironico, anzi una parodia di quello che sono gli spot che mandano in onda.

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