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Roma, 27 dic – “Volevamo punire coloro che fanno finto volontariato ed è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli”. Così il vicepremier Luigi Di Maio ha fatto mea culpa bocciando senza mezzi termini la tassazione dell’Ires per gli enti no profit inserita nella manovra del governo. “Non possiamo intervenire nella legge di bilancio – ha spiegato il leader pentastellato in una nota – perché si andrebbe in esercizio provvisorio. Ma prendo l’impegno di modificarla nel primo provvedimento utile”. La norma in questione aveva scatenato un vespaio di polemiche, soprattutto da parte delle associazioni di volontariato.
La misura, che Di Maio adesso promette di cambiare, prevede il raddoppio dell’Ires per gli enti no profit, cancellando il dimezzamento dell’aliquota al 12% e riportando l’Ires al 24% per enti e istituti di assistenza sociale, società di mutuo soccorso, enti ospedalieri, enti di assistenza e beneficenza; istituti di istruzione e istituti di studio e sperimentazione senza fini di lucro, corpi scientifici, accademie, fondazioni e associazioni storiche, letterarie, scientifiche, di esperienze e ricerche aventi scopi esclusivamente culturali, oltre agli istituti autonomi per le case popolari.
Anche il premier Giuseppe Conte ha annunciato che la misura verrà modificata: “In merito alla norma sull’Ires formulata nella legge di Bilancio attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, provvederemo quanto prima, a gennaio, a intervenire per riformulare e calibrare meglio la relativa disciplina fiscale”, ha dichiarato Conte. “Dopo aver incontrato e ascoltato tanti presidenti ed associazioni, garantisco l’impegno del governo ad intervenire per aiutare le tante associazioni di volontariato che utilizzano solo a scopi sociali i loro fondi, ci sarà invece massimo rigore con i furbetti che fanno altro”, ha poi specificato il vicepremier Matteo Salvini. Il governo insomma ha deciso di fare retromarcia sulla norma destinata a tassare il no profit.
Eugenio Palazzini



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