Roma, 11 mar – Il consiglio d’amministrazione di Telt, in video conferenza tra Roma e Parigi, ha dato via libera all’unanimità alla pubblicazione degli avis de marché, gli inviti a presentare candidatura relativi agli interventi dei lotti francesi del tunnel di base della Torino-Lione.

Tutti i dieci consiglieri aventi diritto di voto della società Tunnel Euralpin Lyon Turin, di proprietà al 50% dello Stato Francese e al 50% delle Ferrovie dello Stato italiane, si sono espressi a favore alla presenza del rappresentante dell’Unione europea.

Salvini: “Tav una delle tante opere pubbliche, le sbloccheremo”


“Il Cda Telt ha approvato all’unanimità i bandi della Tav”, una “scelta chiara e unanime”. E’ il commento del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

La Torino-Lione, ha aggiunto, “è una delle tante opere pubbliche, in Italia ci sono 300 cantieri da riaprire, contiamo che nell’arco di qualche giorno ci sia un decreto urgente sblocca cantieri, si deve rivedere il malefico codice degli appalti”.

Moscovici: “Spero Italia resti impegnata su questo grande progetto”

“Spero che i nostri amici italiani valutino” il progetto Tav e “restino impegnati”, perché “dire che questo progetto è negativo è un errore, è un grande progetto strutturale, importante per la Ue, la Francia e l’Italia, motivo per cui sono stati decisi importanti finanziamenti europei”, ha detto intanto il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici rispondendo ai giornalisti all’ingresso dell’Eurogruppo.

Ue: “Pubblicazione bandi solo primo passo per non perdere fondi”

L’Ue puntualizza, in ogni caso, che la pubblicazione degli avis de marché rappresentano solo un primo passo per scongiurare la perdita dei fondi Ue.

“Resta il fatto – ha spiegato un portavoce Ue – che se i lavori non proseguono come previsto a causa di ritardi di qualunque natura, i fondi Ue dovranno essere ridotti successivamente”.

I bandi “non creano nuovi obblighi giuridici o finanziari, perché le offerte non sono mai vincolanti prima che un vincitore sia stato selezionato e prima che il contratto sia stato firmato. Resta il fatto che se le opere non procederanno come previsto, per ritardi addizionali dovuti a un qualsiasi motivo, il finanziamento Ue dovrà essere ridotto in una fase successiva, sulla base del principio che per tutti i progetti della Cef, se c’è un ritardo, può portare una riduzione del finanziamento Ue”.

Confindustria: “Basta con le fake news

Intanto Confindustria Piemonte dice basta con le fake news sulla Tav, e lancia una campagna informativa, parlando di opera strategica per la competitività.

Ma anche il Centro studi di Confindustria va all’attacco sottolineando che l’analisi costi-benefici non basta. La rilevanza di un’opera come la Tav “va oltre il mero calcolo economico e include, tra gli altri, anche aspetti legati alla sostenibilità ambientale, alla competitività territoriale, agli effetti di agglomerazione sulle economie locali, all’impatto reputazionale”, dice il CsC in una nota.

Poi il Centro studio spiega che l’analisi costi benefici, utilizzata dal decisore pubblico “come strumento principale per valutare l’opportunità di proseguire” con la Tav, ha “dei limiti. Tale approccio, dunque, è necessario ma non sufficiente: serve un ampliamento“.

M5S: “La Tav non si farà”

Ma dal M5S il sottosegretario agli Affari Esteri Manlio Di Stefano insiste: “Alla luce di quanto emerso negli ultimi giorni, è evidente che la Tav non si farà“.

Gli fa eco il ministro per il Sud, Barbara Lezzi: “Noi siamo no Tav“.

Insomma, l’iter ormai si è messo in moto ma Lega e M5S sono ancora su posizioni inconciliabili. Ecco perché ne va della tenuta del governo.

Adolfo Spezzaferro

 

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  1. Se non sbaglio perderemo “solo” 3.5 miliardi di euro dalle tasche dei contribuenti italiani considerati tutti i costi e ricavi e quando ci sono migliaia di opere pubbliche piu’ necessarie e redditizie.Grande affare.Dopo faranno fallire le ferrovie italiane indebitandole ulteriormente poichè non essendo dello stato come quelle francesi, verranno svendute probabilmente ai francesi.Aspettiamo quindi anche di pagare il triplo per prendere un treno privatissimo nel futuro.Del resto ferrovie è uno dei pochi bocconcini italici privati rimasti dopo che si sono comperati tutto il paese,banchieri francesi compresi.E quasi tutti i nostri politici servi non si sono nemmeno lamentati quando i francesi non ci hanno fatto comperare una singola cosa, i cantieri navali francesi falliti e di proprietà in parte dei coreani!Cirinna sarà contenta cosi’ sarà definitivamente demolita “Dio Patria e famiglia” italiana; l’unica gioia che avremo è quando gli usurai stranieri e loro lacchè si presenteranno alla sua mega azienda agricola in toscana a requisire anche quella

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