Torino, 7 giu – La Torino-Lione è a rischio, si sa. La base grillina è da sempre vicina ai No Tav della Val di Susa, ed adesso con il governo Lega-M5S, davvero i lavori potrebbero essere bloccati. Lo ha capito bene il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, che ieri ha dichiarato: “Prima di bloccare la Tav devono passare sul mio corpo”. Alla battuta ha risposto prontamente il neo ministro delle Infrastrutture, il “militante” pentastellato Danilo Toninelli, che nella sua prima visita ufficiale a Torino, per l’inaugurazione del Salone dell’auto, ha replicato: “Gli direi di stare tranquillo: potrebbe non esserci mai, su quella linea, un treno che passa sul suo corpo”.
Dietro le battute si intravedono i termini per un futuro scontro Regione Piemonte-governo centrale. Anche perché il vicepremier e capo politico del M5S Luigi Di Maio a Ivrea il 19 maggio scorso ha dichiarato che la Tav “non si farà, convinceremo la Francia che è un’opera inutile”. Gli fa eco Toninelli, il quale conferma che “nel contratto di governo è indicata la rivalutazione di questo progetto. Il mio obiettivo è analizzare costi e benefici di tutte le opere. Se necessarie dovranno essere finite, soprattutto se già iniziate. Altrimenti, dovremo valutare come agire sempre nell’interesse dei cittadini“.
E a chi gli chiede conto di come sarà l’atteggiamento della Lega, che in Regione ha votato un ordine del giorno a favore dell’opera con Pd e Forza Italia, il ministro risponde: “Nel contratto di governo c’è scritto che sulla Tav si procederà a una rivalutazione dell’opera e lo faremo insieme con la Lega. Stiamo costruendo una squadra, radunando le migliori energie: tra qualche settimana avremo le prime risposte”.
Chiamparino è preoccupato: l’alta velocità può essere un volano per il territorio, ma mentre la Lega blinda le opere pubbliche in cantiere nelle regioni in cui è al governo, a cominciare da Lombardia e Veneto, il M5S, che guida Torino con la Appendino, mette in discussione le infrastrutture piemontesi, Tav e Terzo Valico. Più che naturale quindi che Chiamparino punti i piedi: può contare sul sostegno oltre che del Pd, di tutte le categorie produttive, ma, a livello locale, anche di Forza Italia, Fratelli d’Italia e della Lega (centrodestra riunito, in questo caso). “I piemontesi vogliono quest’opera“, ha detto la senatrice leghista Marzia Casolati, eletta nel collegio che comprende la Val di Susa contro il senatore No Tav del Movimento, Marco Scibona. “La Tav è fondamentale per aprire un passaggio a Nord-Ovest”, insiste Chiamparino. “Sono già stati compiuti tutti gli atti necessari per fare partire i lavori. Un conto è la campagna elettorale, un conto è governare”.
Appuntamento quindi a Roma, quando il governatore incontrerà il ministro. Ma sui lavori non è escluso un braccio di ferro a Palazzo Chigi, visto che i leghisti vogliono che l’opera si realizzi. E proprio su questo conta il governatore piemontese. Staremo a vedere.
Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. Qualcuno si deve prendere la briga di informare Chiamparino che il PD ha preso il 18% alle elezioni e che è in via di scomparsa e che ora loro, fortunatamente per gli italiani,non solo non governano piu’ ma non contano piu’ nulla

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