Roma, 1 mar – “Credo che il governo stia andando verso quella direzione“. Così il ministro dell’Economia Giovanni Tria riapre la questione Tav in riferimento alle parole dell’omologo francese, Bruno Le Maire, sul proseguimento del cantiere della Torino-Lione, durante il Forum economico franco-Italiano di Versailles.

Ci sono posizioni differenti nel governo ma credo che ci sarà un’evoluzione positiva perché sono i fatti” che portano in quella direzione. “Del resto c’è una legge su questo e per cambiare ci sarebbe bisogno di un’altra legge, ma non credo sarà cosi”.


Confindustria e il Medef, il Movimento delle imprese di Francia, spiegano che sono “determinati” a sostenere il “completamento” della rete Ten-T e “di tutti i principali progetti infrastrutturali necessari ad attuarla. In particolare, la linea ad alta velocità Torino-Lione, anello ancora mancante del corridoio Mediterraneo”.

Palazzo Chigi smentisce apertura Conte a mini-Tav

Intanto da Palazzo Chigi si fa sapere che il premier Giuseppe Conte “non ha aperto a nessuna ipotesi di mini-Tav né ha mai richiesto un ulteriore contributo all’analisi costi-benefici dell’opera, contributo che è stato invece sollecitato dal Mit“, smentendo alcune “ricostruzioni apparse questa mattina su alcuni quotidiani”.

Toninelli: “No alla Tav senza alcun pregiudizio”

Nel frattempo il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ribadisce “profondamente, come M5S, il no alla Tav senza alcun pregiudizio” .
“Ormai – taglia corto Toninell i- mi sono profondamente stancato di parlare della Tav”. (D’altro canto lui è soltanto il ministro delle Infrastrutture, che cosa mai dovrebbe avere a che fare con un tunnel).

“Voglio impegnare le risorse del Tav – ha proseguito – per fare molto meglio di una galleria che sarà pronta tra 15 anni e che forse darà benefici solo dopo il 2070”.

Toninelli ha poi sottolineato che “della galleria di base l’Italia paga il 60% perché la tratta esterna francese è molto più ampia di quella italiana e non è finanziata fino al 2038”.

Quindi, a suo dire, “stiamo pagando per la Francia una galleria di 57 km, di cui 45 km in territorio francese e 12 in quello italiano e la stiamo pagando quasi tutta noi, perché loro devono fare un investimento enorme fuori e non lo stanno facendo”.

Penso che i politici che ci hanno preceduto – è l’accusa del pentastellato – si dovrebbero vergognare di avere impegnato soldi che magari potevano essere messi per la manutenzione di infrastrutture come il ponte di Annone e non farli crollare in testa a una persona”.

“Nessuno può dire che esiste un’altra analisi costi benefici sulla Tav, ne esiste una sola, abbiamo dato solo ulteriore materiale per un dibattito”, ha commentato Toninelli a proposito della nuovo documento prodotto dal Mit.

Alla domanda se l’attuale tracciato internazionale Torino-Lione può essere migliorato senza fare l’opera, il ministro ha spiegato che “tutto si può migliorare, ma qui non si tratta di una linea esterna, si tratta di fare una galleria di base e o buchi o non buchi la montagna, e quel buco costa 11 miliardi, di cui 3,5 solo all’Italia“.

Quei 3,5 miliardi io li voglio impegnare molto meglio e fare tantissimi cantieri su tutto il territorio nazionale per fare manutenzione ed evitare altri morti“, ha concluso riferendosi ai crolli del ponte di Annone e del Ponte Morandi di Genova.

L’ira dell’opposizione

Le nuove dichiarazioni di Toninelli hanno mandato su tutte le furie dell’opposizione, che da mesi accusano la maggioranza Lega-M5S di prendere tempo accampando scuse pur di non riprendere i lavori della Torino-Lione.

È inaccettabile che un ministro o un esponente del governo si permetta di raccontare delle vere e proprie balle come quelle spacciate da Toninelli sui costi della Tav“. Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Alessio Butti, vicepresidente commissione Territorio Ambiente e Lavori pubblici. “Stiamo assistendo alla smentita dei dati forniti inizialmente dal ministro delle Infrastrutture Toninelli, da parte della commissione costi/benefici. È stucchevole, inoltre, sentire lo stesso ministro che, durante il sopralluogo ad Annone Brianza, continua a spacciare balle perché non è risparmiando su quanto già investito sulla Tav che il governo può procedere nella manutenzione ordinaria e straordinaria di ponti e viadotti. Le risorse ci sono, non le sanno spendere, sono impaludati dalla burocrazia e dalla indecisione politica“.

I 5 Stelle comunque dovranno prendere una posizione definitiva sull’opera, viste le pressioni della Francia e dell’Ue e il rischio di perdere fior di fondi Ue.

E il leader della Lega Matteo Salvini non lascia ampi margini, anzi. “L’importante è superare i problemi, ma bisogna fare più veloce per sbloccare gli appalti e riaprire i cantieri. Mi impegno a dimezzare i tempi della burocrazia”, ha garantito.

Come a dire che le chiacchiere stanno a zero. E forse, a questo punto, potrebbe saltare l’accordo di maggioranza di rimandare la decisione sull’opera a dopo le Europee. Perché forse Salvini vuole farne un cavallo di battaglia elettorale.

Adolfo Spezzaferro

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