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Roma, 4 apr – Oltre al danno, la beffa. Non hanno pace gli aquilani a nove anni di distanza dal terremoto che ha sgretolato il capoluogo abruzzese. Infatti la Ue chiede che siano restituiti i soldi delle tasse sospese per via del sisma.

Stiamo parlando di 350 cartelle esattoriali giunte ad altrettanti imprenditori dell’Aquila che impongono la restituzione entro 30 giorni delle tasse sospese dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
Come è possibile? La Commissione Ue ha bocciato la sospensione delle tasse e per di più ha aperto una procedura d’infrazione per “aiuti di Stato”.
Le prime cartelle esattoriali sono arrivate alla vigilia di Pasqua ed è subito scattata la mobilitazione di istituzioni, sindacati e associazioni di categoria contro una misura destinata a dare il colpo di grazia all’economia locale, già devastata dal terremoto. Si promettono quindi azioni “clamorose” (anche blocchi stradali, a quanto pare) per scongiurare il pagamento di milioni di euro (che non ci sono).
Ad inviare le ingiunzioni di pagamento è stato il commissario nominato in fretta e furia dalla presidenza del Consiglio, Margherita Maria Calabrò (dirigente dell’Agenzia delle entrate), incaricato per il recupero delle somme nei confronti di imprese, pubbliche e private, e professionisti a seguito della decisione della Ue. C’è da dire che il governo avrebbe potuto prendere tempo, per esempio facendosi notificare l’infrazione dalla Commissione Ue.
Dal canto loro, imprese e partite Iva hanno presentato ricorso al Tar contro la nomina del commissario con udienza fissata per il 18 aprile all’Aquila. Intanto, il vicepresidente della Giunta regionale d’Abruzzo, Giovanni Lolli, ha convocato per oggi un incontro con i soggetti interessati per “definire le urgenti azioni di mobilitazione istituzionale, giuridica e politica necessarie a contrastare le attività già avviate dal Commissario straordinario”.
Insomma, vedremo se il nuovo governo difenderà gli aquilani o lascerà che vengano depredati di circa 300 milioni di euro in nome dei diktat Ue.



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4 Commenti

  1. E’ il solito “ce lo dice la UE”; massacrare gli italiani, anche se terremotati.Del resto ad una commissione non eletta messa dalla dittatura finanziaria, sai quanto gliene frega dei sofferenti.Loro dovere è arricchire sempre piu’ gli usurai e la BCE privata

  2. non ci sono commenti a simili prepotenze . L’ unica cosa è o contare di più in ambito europeo o riuscire a camminare con le proprie gambe senza sicuramente essere lo zimbello che si presta a ogni tipo di ricatto UE grazie ai politici che ci rappresentano. E’ tempo che chi ha vinto le elezioni M5S e CD dimostrino assieme come si può governare con un minimo di dignità.

  3. Questo è un governo di servi e di ignobili burattini che vuol celare la propria ignavia e incapacità nascondendosi dietro le presunte direttive europee……….vergogna, chiedere soldi a gente che ha ancora, dopo anni , le macerie nel giardino di casa o nel cortile dell’azienda……..ma questi burocrati
    europei, ovviamente comunisti , sono merde umane oppure belve feroci con le fauci assetate di denaro……??? Basta,se questa è europa meglio l’indipendenza e la libertà , vivendo con le nostre risorse nazionali potremmo riscoprire potenzialità nascoste e nuove opportunità economiche e commerciali.

  4. ….quando ci fu il terremoto tutta la UE, tramite i vari rappresentanti di governo, (merkel in testa) si dissero, a parole, Tutti pronti ad aiutare le popolazioni colpite…..bene, ora si viene a sapere cosa intendevano per ”aiuti”…

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