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Roma, 17 apr – Sono un italiano e un marocchino i due fermati dalla Polizia di Stato di Palermo e in possesso di materiale inneggiante all’Isis: secondo la Procura, si tratterebbe di due elementi radicalizzati e pronti a colpire con un attentato in autostrada. La Digos ha eseguito l’arresto nei confronti di Giuseppe Frittitta, palermitano di 24 anni, autotrasportatore, e di Ossama Ghafir, marocchino di 18 anni, residente a Cerano (No), entrambi responsabili a vario titolo di reati in materia di terrorismo. Galeotta su la vanità social, Frittita è stato tradito da un selfie pubblicato su Facebook, che lo raffigurava mentre teneva in mano un coltello lungo 26 cm.

Diffusione social

La Sezione Antiterrorismo della Digos di Palermo ha svolto le indagini che hanno portato ai due fermi. Frittitta, che si era convertito all’Islam e si faceva chiamare Youssuf, si è reso responsabile di aver “pubblicamente fatto apologia di più delitti in materia di terrorismo, condividendo materiale avente carattere estremista-jihadista e mantenendo i contatti con soggetti, italiani e non, convertiti alla fede islamica noti per il loro livello di radicalizzazione“. Veicolo di queste condivisioni e contatti erano le piattaforme social utilizzate dal Frittita che diffondeva materiale propagandistico dello Stato Islamico (Daesh) sotto varie forme. L’estremista riceveva la documentazione diffusa da altri soggetti radicalizzati residenti sul territorio nazionale, per lo più sostenitori del salafismo e dell’introduzione della sharia.

La radicalizzazione

La Digos rende noto che “l’indagato ha avviato il proprio processo di radicalizzazione, già nell’anno 2017, iniziando a frequentare un luogo di culto islamico della provincia di Palermo”. Successivamente, trasferitosi nel Nord Italia, “ha accresciuto il suo livello di radicalizzazione, frequentando assiduamente luoghi di culto della provincia di Monza-Brianza ed intensificando le relazioni di amicizia con Ossama Ghafir ed altri italiani convertiti alla fede islamica, nonché con cittadini stranieri che pongono in essere condotte che evidenziano forme di estremismo preoccupanti”.  Hossama Ghafir, invece, è accusato di istigazione a delinquere “per aver istigato Giuseppe Frittitta a compiere delitti contro la personalità internazionale ed interna dello Stato” e del reato di “terrorismo internazionale inviandogli attraverso strumenti informatici e telematici materiale di propaganda dello Stato Islamico, informazioni relative ai combattimenti in corso in Siria, canti di guerra, video propagandistici e di combattimenti,  vessilli e immagini di guerre, e invitandolo ripetutamente ad addestrarsi per recarsi a combattere nei territori occupati dallo Stato Islamico”.

Contestati anche i reati di “addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale”, finalizzato al “compimento di atti di natura terroristica, avendo acquisito, anche autonomamente, istruzioni per il compimento di atti di violenza ovvero di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, anche rivolti contro uno Stato estero, e in particolare addestrandosi all’uso di armi, allenandosi per  raggiungere una preparazione fisica e militare idonea a combattere a fianco dei miliziani dell’Isis in Siria o in altre località”.

Cristina Gauri

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