Roma, 5 mag – Alla fine Cassa Depositi e Prestiti ha appoggiato il fondo Usa Elliott nella lotta per contrastare lo strapotere dei francesi nel Cda di Tim. Sfida vinta, quindi. La lista di Elliott è stata la più votata in assemblea e si aggiudica così dieci posti nel Consiglio di amministrazione. Entrano tra gli altri i top manager Fulvio Conti, Alfredo Altavilla e Luigi Gubitosi. A Vivendi, finita in minoranza, spettano cinque rappresentanti.

Il ruolo di Cdp (che ha comprato il 5% delle azioni del gruppo) è stato determinante e rappresenta un minimo di ritorno dello Stato negli asset strategici. Scelta premiata in Borsa, dove il titolo, che prima del voto all’assemblea perdeva lo 0,8% ora segna un rialzo dell’1,15% a 0,85 euro. Resta positiva Vivendi (+1%) sulla Piazza di Parigi, uscita sconfitta dal confronto con il fondo Usa. Vivendi dal canto suo non intende disimpegnarsi da Tim e “supporta Genish e la sua strategia industriale a lungo termine. Saremo molto attenti e vigili affinché la strategia non cambi”, ha detto Simon Gillham, direttore della comunicazione del gruppo francese.

In merito alla possibilità di dismettere una parte della quota di Vivendi, Gillham ha dichiarato che “siamo un azionista di lungo termine”. Circa l’ipotesi che l’ad in pectore si dimetta, nel caso di divergenze con il cda sulla strategia, Gillham si è limitato a un “no comment”.

Adolfo Spezzaferro

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