Roma, 28 ago – “E’ normale che Autostrade debba mettere i soldi ma è altrettanto normale che non possa essere Autostrade a ricostruire, deve esserci il sigillo, il collaudo e il progetto dello Stato”. Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, intervenendo a Radio anch’io su Rai Radio 1 sul crollo del ponte Morandi di Genova. “Che Autostrade debba ricostruire il ponte è scontato in termini risarcitori. Autostrade – ha spiegato Toninelli – aveva per termini di convenzione e di contratto con lo Stato l’obbligo di mantenere le infrastrutture di cui era formalmente proprietaria per la durata della concessione diretta che lo Stato gli aveva dato. Dovrà quindi risarcire il danno sull’autostrada, quelli causati dal crollo, gli immani danni morali, civili che ha arrecato alle famiglie delle vittime, alle case, alle imprese, ai cittadini“. E ha precisato ancora: “Autostrade metterà i soldi ma il ponte lo ricostruiamo noi“.
Il governo, ha chiarito Toninelli, pertanto respingerà il piano di ricostruzione del ponte Morandi che sarà presentato da Autostrade per l’Italia. Affidare la ricostruzione a Fincantieri e Cassa depositi e prestiti, ha aggiunto, “non è una decisione mia, è una decisione del governo che è compatto sul non permettere più a privati di speculare utilizzando risorse pubbliche“. Per il ministro consentire ad Autostrade di ricostruire il ponte “sarebbe una follia, sarebbe irrispettoso nei confronti dei familiari delle vittime. Ma che senso di sicurezza potremmo dare – ha fatto presente – a far costruire il ponte a chi l’ha fatto crollare?”.
A detta di Toninelli il governo è compatto, quindi. Ma le sue parole in realtà potrebbero scatenare un nuovo scontro tra 5 Stelle e centrodestra (di cui ancora fa parte la Lega, almeno fino a prova contraria) sulla ricostruzione del ponte. E’ di poche ore fa il botta risposta tra il vicepremier Luigi Di Maio e il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Il leader pentastellato ha infatti proposto su Facebook di affidare i lavori a Fincantieri, riservando come ha detto Toninelli ad Atlantia – la società attraverso cui la famiglia Benetton controlla Autostrade per l’Italia – solo il compito di dare finanziamenti. Al contrario, per Toti l’interlocutore per la ricostruzione del ponte è, in primo luogo, la stessa Autostrade. Ipotesi respinta oggi dal ministro delle Infrastrutture.
“Ho parlato con Di Maio e Salvini, le nazionalizzazioni non vengono fatte a tappeto. Ci sono casi molto chiari come la A10, in cui una struttura è stata fatta con i soldi dei cittadini italiani e data ai privati che hanno fatto immani guadagni. Il paradosso è che il non aver fatto investimenti ha permesso ai privati di tenere per il collo lo Stato, obbligandolo a prorogare le concessioni dietro promessa di investire”, ha spiegato Toninelli.
Adolfo Spezzaferro


Commenta