Il Primato Nazionale mensile in edicola

Torino, 21 mag – Tre anarchici, Giuseppe Bruna, 49 enne residente a Ferrara, Robert Firozpoor, 23 enne iraniano, e Natascia Savio, 35 enne torinese, sono stati arrestati con l’accusa di aver spedito tre buste esplosive ai magistrati, Antonio Rinaudo e Roberto Sparagna, della Procura di Torino, e al direttore del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma, Santi Consolo. La misura cautelare è stata eseguita nella mattina di martedì 21 maggio dai carabinieri del Ros.



Gli attentati ai magistrati

Dalle indagini emerge che gli attentati ai Pm si inserirebbero nella campagna di lotta contro la repressione avviata dal gruppo nel giugno 2017. I tre presunti autori degli attentati si sarebbero riuniti a Genova da dove avrebbero spedito i pacchi esplosivi poi recapitati al Palazzo di Giustizia di Torino il 7 giugno del 2017. Entrambi i magistrati si sono occupati di terrorismo ed eversione. Sparagna, in particolare, ha coordinato l’inchiesta per terrorismo, nome in codice Scripta Manent, sugli anarchici delle Fai-Fri. Le indagini sono state coordinate dal capo del pool antiterrorismo milanese Alberto Nobili e dal Pm Piero Basilone, gli investigatori hanno eseguito delle perquisizioni sia in Italia che all’estero.

Black Brain

L’intercettazione: “Mettere le bombe”

Bruna, Firozpoor e Savio sono accusati di attentato per finalità terroristiche o di eversione. Secondo gli inquirenti, avrebbero inviato i pacchi esplosivi seguendo “i dettami dell’ideologo detenuto della Fai Alfredo Cospito”. In un’intercettazione Savio “commentava negativamente l’inerzia del movimento spagnolo, affermando di voler invece mettere le bombe” hanno spiegato gli investigatori.

Le buste esplosive

Le buste, che contenevano fili elettrici, polvere da sparo, una batteria ed erano in grado di esplodere, riportavano il timbro postale di Genova. Come mittente, fittizio apposto nel tentativo di eludere i controlli, sono stati messi i nomi di avvocati. Al ritrovamento delle buste esplosive, l’area interna del Tribunale di Torino venne chiusa per permettere agli artificieri di neutralizzare gli ordigni. Il plico esplosivo recapitato a Consolo, all’epoca direttore del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma, sarebbe stato inviato il 12 giugno 2017.

Basilone: “Potevano uccidere”

Basilone ha sottolineato che la forza d’urto delle buste esplosive era “idonea a ledere, a uccidere. La potenzialità offensiva poteva provocare la morte di chiunque avesse aperto la busta”. Il comandante generale del Ros Pasquale Angelosanto ha infine parlato di una “saldatura” tra “due componenti: quella più sociale e interventista, che appoggia anche forme di protesta come il movimento No Tav, e quella più insurrezionalista e violenta che fa attentati esplosivi”.

“Stessa rete degli attacchi alla Appendino”

Secondo il capo del pool antiterrorismo Nobili, “verosimilmente” si tratta della “stessa rete” degli attacchi recenti, sempre con pacchi esplosivi, al sindaco di Torino Chiara Appendino. Nobili ha chiarito che su questo fronte “le indagini sono in corso”.

Chieste 22 condanne per 204 anni di carcere

Ventidue condanne per un totale di oltre 204 anni di carcere sono state chieste oggi in corte di Assise a Torino dal pubblico ministero Roberto Sparagna al processo per terrorismo contro gli anarchici della Fai-Fri. Per un imputato è stata proposta l’assoluzione. Le richieste di condanna più elevate riguardano Alfredo Cospito (30 anni) e Anna Beniamino (29 anni). Le altre spaziano fra i 10 e i 6 anni e 6 mesi di reclusione. Il processo, chiamato Scripta Manent, riguarda l’attività delle cellule della Fai-Federazione anarchica informale, autrici fra il 2003 e il 2016 di una catena di attentati con bombe e plichi esplosivi a politici, giornalisti e forze dell’ordine. Fra i reati contestati spiccano la strage, l’associazione con finalità eversiva, l’atto di terrorismo.

Ludovica Colli

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta