Roma, 27 mag – Non è ancora chiaro se Matteo Salvini, forte del suo exploit alle Europee (Lega primo partito al 34%), voglia rottamare per sempre il Cavaliere e tentare prima o poi di andare a Palazzo Chigi con Fratelli d’Italia e senza Forza Italia, ma chi invece è sicuro che Berlusconi abbia finito il suo tempo è il governatore ligure Giovanni Toti. In un appello su Facebook, l’ex parlamentare forzista dice: “Ora basta! Stiamo assistendo alla seconda tornata elettorale in meno di un anno in cui il centrodestra stravince, Forza Italia perde. E perde molto. Dopo la sconfitta delle Politiche, oggi Forza Italia crolla all’8,7%”. Ecco perché – avverte – “non starò a guardare la lenta agonia del partito fino al suo decesso“.


L’attacco alla classe dirigente forzista

In verità il suo appello suona più come una difesa d’ufficio che preclude – come tutti ipotizzano da tempo – al suo passaggio alla cosiddetta seconda gamba sovranista di Giorgia Meloni (lanciatissima, visto il 6,4% incassato da FdI). “Dalle elezioni dello scorso anno chiedo a tutti i dirigenti un’inversione di rotta. Risposte? Nessuna. Anzi, peggio: anche in queste ore ho sentito e letto dirigenti e parlamentari del partito difendere scelte indifendibili. Peggio ancora: accusare chi ha avuto il coraggio di chiedere in questi mesi un cambiamento per evitare lo schianto ampiamente prevedibile”, spiega Toti.

“Sacrificio di Berlusconi è stato inutile”

La critica ai forzisti è dura: “La colpa ormai è chiara a tutti: è di una classe dirigente che ha difeso ad oltranza le proprie poltrone, che ha occhieggiato alla sinistra per far dispetto ai nostri alleati, che ha scelto ancora una volta dall’alto candidature con arbitrio totale, che ha emarginato chiunque avesse l’ardire anche solo di sussurrare che qualcosa non andava. Quella classe dirigente ha mentito ai nostri militanti, ai nostri elettori, a se stessa e al leader Silvio Berlusconi”. “Nessuno – è la condanna di Toti – ha avuto neppure il coraggio di dire al fondatore del partito, che ha condotto una campagna elettorale eroica, che la sua candidatura sarebbe stata un sacrificio inutile (tranne il sottoscritto e qualche amico). Per cinismo e opportunismo un anno è stato consumato con la testa sotto la sabbia, tra menzogne e ipocrisie. E i risultati si vedono: gli elettori non si imbrogliano impunemente e ieri hanno definitivamente rottamato questo modo di fare politica e questa classe dirigente“.

Il progetto di un nuovo centrodestra

Poi il governatore ligure lancia il prossimo passaggio verso un nuovo soggetto politico: “Con tanti amici ci riuniremo in una grande assemblea pubblica dove ognuno potrà dire la sua, senza gradi, mostrine e notabili. E da lì ripartiamo con tutti gli amici che si sentono di centrodestra, attraverso regole nuove, aggregazione, primarie, partecipazione di tutti. Per scrivere insieme il nostro manifesto di libertà, perché serve un’offerta politica nuova”. Insomma, citando anche gli accordi “trasversali” alle amministrative come formule vincenti verificare sul campo, Toti punta su un centrodestra “deberlusconizzato”, scatenando le ire proprio di quella dirigenza forzista bocciata dagli elettori. E il suo ragionamento fila, almeno secondo la Meloni, convinta che “una nuova maggioranza sia possibile anche senza Forza Italia“. Ma quelli di Toti e Meloni sono i classici conti senza l’oste, ossia Salvini.

Ludovica Colli

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