Roma, 19 dic – L’Ue finge di accordarsi sul price cap del gas, e non è nemmeno certo. Vediamo cosa accade nelle illuminate stanze in quel di Bruxelles, mentre la stampa mainstream continua a parlare da settimane di un’intesa raggiunta anche senza alcun riscontro. Ad ottobre sembravamo quasi esserci cascati, oggi la storia rischia di diventare tragicomica.

Ue, il finto accordo sul price cap

Il finto accordo è pronto, Adnkronos è sicura come tutto il resto della stampa mainstream. Con l’unico dettaglio di non sottolinearne la finzione, ma andiamo con ordine. Perché l’accordo sul price cap è un fake, per dirla con anglofonie in grado di spacciarci per “più moderni”? Per un motivo molto semplice: l’Ue non è in grado né può garantire una reale protezione contro le oscillazioni di prezzo della preziosissima fonte energetica. E lo dimostra il fatto che il presunto accordo sul tetto al prezzo del gas non si capisce su cosa sia, visto che i Paesi membri (e neanche tutti i 27, ma qualcuno mordendosi la lingua alla fine ha pure acconsentito, leggasi Germania) non è definito sulla soglia a questo benedetto prezzo. Ma allora la domanda spontanea che sorge è: dove starebbe l’accordo su un prezzo senza che ci sia concordia sul prezzo stesso?

Fa pefino ridere il passaggio di un’agenzia di stampa italiana che sottolinea la cosa in questo: “Sul tavolo resta tuttavia una questione non trascurabile, la soglia di prezzo oltre la quale non potrà salire il prezzo del derivato sul gas”. “Non trascurabile” in che modo, cara Adnkronos, visto che senza la soglia non c’è nessun price cap? Una persona normale direbbe “decisivo”, altro che “non trascurabile”. E con una forbice pure piuttosto ampia, tra 160 e 220 euro.

Il culmine della buffonata: l’attuale prezzo del gas

Ora, come se non bastasse l’accordo sul price cap senza price cap (visto che l’accordo sulla soglia, appunto, non c’è, e la stessa oscilla di ben sessanta euro), ci si aggiunge l’attuale prezzo del gas sulla ormai arcinota piazza di Amsterdam, che attualmente a circa 115 euro (prima del fine settimana, vedremo come andrà oggi). Ovvero, molto meno della minima delle soglie su cui non c’è accordo – ma si dice, non si capisce perché, che ci sia – tra i 27. Dunque, un “tetto al prezzo” su cui ci sarebbe concordia ma senza esserci concordia sul valore (??), e come se non bastasse il valore stesso che, nelle sue valutazioni minime (160 euro) sarebbe comunque di gran lunga superiore all’attuale prezzo del gas (115 euro). Sembra un incredibile giro di parole, un festival di ossimori e di contraddizioni, eppure è la realtà. Per carità, lasciamo “un jolly” ai tormentati ambienti di Bruxelles, perché va pur riconosciuto che il prezzo del gas non è che sia effettivamente stabile, quindi questa seconda parte prendiamola con ironia. Ciò non toglie che le valutazioni Ue siano molto alte e in grado di metterla al riparo da qualsiasi cosa: ma se le fasce sono alte, che senso ha mettere un tetto al prezzo che non aiuterebbe nessuno? Misteri europeisti. In compenso Emmanuel Macron ci crede: “È da raggiungere entro la fine dell’anno”. Sulla base di cosa, resta un mistero. Restiamo in “vigile attesa”, che possiamo dire.

Stelio Fergola

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