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Roma, 4 ott – “Vogliamo costringere l’Unione europea a dirci di no alla manovra“. Il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, ieri ospite di Nicola Porro a Quarta Repubblica su Rete 4, si lascia sfuggire un lapsus quanto meno preoccupante. “Dobbiamo dialogare bene con l’Europa su questa manovra in modo da costringerli a dirci di no, ma il loro no non può essere motivato“, dice il capo politico del M5S. Al che Porro lo interrompe per chiarire e Di Maio si corregge: “Sono sicuro che l’Ue ci dirà di sì, non voglio andare allo scontro“.
Ma ormai la frittata è fatta. Svelare il piano dell’accordo Lega-M5S in vista delle elezioni europee di maggio 2019 è un errore di ingenuità che in qualche modo mette in difficoltà l’alleato Matteo Salvini, che come si suol dire non si lascia mai sfuggire una parola fuori posto. Infatti, il leader della Lega, a chi gli chiedeva ragione del lapsus del “socio” meno scaltro ha dovuto rispondere che non è vero che il governo punta a farsi bocciare la manovra, ma anzi vuole la promozione Ue.
Al di là di tutto, la leggerezza – chiamiamola così – del pentastellato rivela un’ulteriore possibile strategia del governo giallo-verde, e cioè l’attendismo. Prendere tempo in un tira e molla con Bruxelles, tenendo sempre alto il livello di tensione ,per poter poi cavalcare l’onda anti-Ue, nella nella speranza che a maggio gli equilibri nell’Europarlamento vengano scardinati dall’avanzata populista-sovranista. “Se c’è una certezza a maggio è che la Commissione che c’è oggi non ci sarà più”, spiega Di Maio, “perché le elezioni europee saranno un altro terremoto, come quelle del 4 marzo in Italia“.
Insomma, Salvini ci ha dovuto mettere una pezza, siamo d’accordo. Ma se la strategia Lega-M5S effettivamente è quella rivelata per sbaglio da Di Maio saranno i fatti a dirlo, sul fronte europeo.
Adolfo Spezzaferro

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