Roma, 6 set — Cambiamenti radicali in vista per Meta, il colosso social di Menlo Park che sotto le proprie insegne assomma Facebook e Instagram. E’ stata infatti costituita una nuova direzione aziendale, diretta da Pratiti Raychoudhury, in precedenza capo dello staff di ricerca di Meta: significativamente nominata New Monetization Experience, avrà un compito che potrebbe modificare per sempre l’approccio a dei social che per anni hanno fatto della, apparente, gratuità il loro punto di forza.

Facebook e Instagram a pagamento?

Il team infatti dovrà occuparsi di ricercare e valutare la creazione di una serie di funzionalità per i social Meta sotto condizione di pagamento. Una delle prime indiscrezioni, secondo quanto riportato da The Verge, è l’idea di fornire servizi schermati da paywall che siano del tutto privi di annunci pubblicitari. L’idea di monetizzare dalle piattaforme social che ad oggi vantano due miliardi di utenti origina dal trend negativo finanziario e dal calo degli utili registrato negli ultimi tempi: nel secondo trimestre dell’anno Meta ha infatti registrato un calo pari all’1%.

Utili Meta in calo

La crescita di Meta, in buona sostanza, è molto più lenta di quanto preventivato e le finanze societarie iniziano a risentirne. I ricavi sono scesi a circa 28,8 miliardi di utili, mentre sul fronte degli utili si è registrato un calo di 6,7 miliardi di dollari nonostante gli utenti attivi sulle varie piattaforme siano 1,97 miliardi. Tra le possibili cause di questa flessione, viene indicata anche la significativa ascesa di TikTok, ma non solo: l’inflazione, determinata dalla crisi economica ed energetica, fa aumentare il costo della vita e inoltre viene segnalata anche la nebulosa consistenza del progetto del Metaverso, che suscita più di un dubbio.

Secondo quanto ricorda Repubblica, in realtà i contenuti a pagamento non sono del tutto sconosciuti all’orizzonte aziendale di Meta, visto che ad esempio Whatsapp monetizza con gli account business utili per raggiungere i clienti. Su Facebook, gli amministratori di gruppi possono invece far pagare l’accesso a determinati contenuti. In una intervista con The Verge, il vicepresidente della monetizzazione della società, John Hegeman, ha dichiarato: «penso che vediamo opportunità per creare nuovi tipi di prodotti, funzionalità ed esperienze per cui le persone sarebbero disposte a pagare e per cui sarebbero entusiaste di pagare».

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. Sperano di monetizzare abitudini, spesso semplici illusioni, perlopiù realmente inutili. Si troveranno prima o poi con un pugno di mosche in mano.

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